Gela si prepara a un passo storico: tra poche settimane prenderanno il via i lavori per la Tangenziale Anas, destinata a diventare, dopo la Raffineria Eni, la più grande opera industriale dall’inizio del terzo millennio a favore del territorio gelese. L’iniziativa, inserita tra le infrastrutture strategiche nazionali, rappresenta un investimento importante non solo per la città ma per l’intera provincia, e si inserisce in un programma più ampio volto a migliorare la mobilità, favorire l’economia locale e garantire maggiore sicurezza stradale. Stiamo parlando di un’opera il cui costo previsto e programmato sfiora i 400 milioni di euro. I lavori dovrebbero iniziare nel mese di luglio e avere termine entro la fine del 2030, con un arco temporale di cantiere stimato in 42 mesi. Durante questo periodo saranno occupate circa 650 persone, tra tecnici, operai specializzati e personale di supporto, un numero che evidenzia l’importanza strategica di questa infrastruttura per l’occupazione locale e per il tessuto economico della città.

La Tangenziale si svilupperà per una lunghezza complessiva di quasi 16 chilometri e avrà una larghezza totale di 10,5 metri. La nuova strada, composta in parte dal settimo e dall’ottavo lotto della SS 626 Caltanissetta-Gela, parte dallo svincolo di Butera per allacciarsi alla SS 117 bis Gela-Catania, nei pressi della sottostazione Enel, e sarà collegata al raccordo con l’asse viario interno realizzato dal Consorzio industriale ASI. L’obiettivo finale è quello di garantire un collegamento diretto e funzionale con l’autostrada Siracusa-Gela, migliorando la fluidità del traffico e riducendo inquinamento e tempi di percorrenza per merci e cittadini. La sezione stradale adottata è di categoria C1 (extraurbana secondaria), con corsie larghe 3,75 metri e banchine di 1,50 metri. La piattaforma complessiva supera i 10 metri di larghezza, un dimensionamento che lascia spazio a futuri interventi di raddoppio, con trasformazione della strada in tipo B, più ampia e funzionale.

Il progetto della Tangenziale prevede cinque svincoli, undici viadotti per un sviluppo complessivo di 3.460 metri, un ponte a campata unica di 30 metri e una galleria artificiale lunga 176 metri. Queste caratteristiche rendono l’opera non solo imponente dal punto di vista tecnico, ma anche strategica dal punto di vista infrastrutturale, perché permetteranno di collegare in maniera rapida ed efficiente diverse aree del territorio, garantendo una migliore distribuzione del traffico e la riduzione dei rischi di congestione.

Lo scorso mese, presso la Prefettura di Caltanissetta, sono stati firmati i Protocolli di Legalità relativi ai lavori dei lotti n. 7 e n. 8 della SS 626 e al completamento della Tangenziale di Gela. Si tratta di strumenti fondamentali per garantire la trasparenza e la legalità in tutte le fasi di esecuzione dell’opera, prevenendo possibili infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti pubblici. I protocolli sono stati sottoscritti dal Prefetto di Caltanissetta, Licia Donatella Messina, dal rappresentante di Anas, dal procuratore speciale dell’impresa appaltatrice “D’Agostino Costruzioni”, dal dirigente dell’Ispettorato territoriale del lavoro e dalle principali organizzazioni sindacali del settore edile: Fillea-Cgil, (Franco Cosca), Filca-Cisl (Luca Gintili) e Feneal-Uil (Nuccio Mangione). Firmatari dell’accordo il direttore tutela aziendale, Riccardo Di Bernardini, Nicola Montesano, responsabile della Struttura Territoriale Sicilia, Silvio Canalella, dirigente Area Nuove Opere, e Pietro Russo, responsabile della Struttura Organizzativa Accordi di Sicurezza, oltre ad alcuni membri dell’impresa appaltatrice.

L’intesa ha l’obiettivo di garantire legalità, trasparenza e tutela dei diritti dei lavoratori in tutte le fasi di realizzazione dell’opera, evitando che la gestione dei cantieri e delle forniture possa subire pressioni o interferenze da parte di soggetti non legittimi. Con la firma del protocollo, Anas e l’impresa appaltatrice si impegnano a rispettare obblighi informativi, contrattuali e formativi estesi a tutta la filiera delle imprese coinvolte nella progettazione ed esecuzione dei lavori.

Al termine della cerimonia, il prefetto ha sottolineato che il protocollo rappresenta «un modello avanzato di legalità preventiva e controllo integrato della filiera», grazie anche all’utilizzo di strumenti informatici che rafforzano le attività di vigilanza antimafia e la sicurezza nei cantieri. La realizzazione di un’opera di tale portata garantirà non solo una maggiore efficienza dei sistemi di trasporto, ma anche un significativo miglioramento della qualità della vita nel territorio e un aumento del tasso di sicurezza nella circolazione stradale.

Franco Cosca, segretario provinciale della Fillea-Cgil, ha spiegato che «tutto sarà monitorato dal tavolo prefettizio per garantire legalità e sicurezza nei cantieri. Tutti i firmatari del protocollo siamo impegnati in questo senso» ha sottolineato parlando con i cronisti. Poi ha aggiunto: «I controlli saranno capillari, estesi alle imprese in subappalto, ai fornitori e alle maestranze, fino alla verifica del casellario giudiziale quando necessario. Particolare attenzione sarà dedicata al rispetto delle norme di sicurezza, con i dipendenti chiamati a seguire corsi specifici di prevenzione degli infortuni e formazione sull’uso dei dispositivi di protezione individuale, attraverso l’istituto  “cassa e scuola edili” cioè l’ente bilaterale gestito da sindacati e imprese».

Insomma, lavoro, legalità e sicurezza si incontrano in questa grande opera, che mira a dotare il comprensorio gelese di un’infrastruttura moderna e strategica, capace di favorire lo sviluppo economico, sociale e culturale della città e dell’intera regione siciliana, assicurando benefici duraturi alle generazioni presenti e future.