Niscemi, la frana annunciata nel 2000: gli interventi mai realizzati
A Niscemi, dove il 25 gennaio una frana ha devastato la collina costringendo oltre 1.500 persone a lasciare casa, nel dicembre 2000 una commissione tecnico-scientifica della Protezione Civile aveva già previsto il rischio di «una frana di grandi dimensioni» e indicato gli interventi minimi per evitarla. Quelle opere, però, in gran parte non sono mai state realizzate.
Dopo il primo smottamento del 12 ottobre 1997, il gruppo guidato dall’ingegnere Antonio Castiglione parlò chiaro: sistemazione degli alvei per ridurre l’erosione, regimazione delle acque superficiali, deviazione delle acque bianche e nere che finivano nel torrente Benefizio, chiusura delle fenditure e interventi di rinverdimento. Misure considerate indispensabili per “convivere con la frana”.
Ventisei anni dopo, il costone è crollato per quattro chilometri: cinque edifici distrutti, quattro in bilico, 137 inagibili, tre scuole chiuse e circa 500 famiglie senza casa. La Procura di Gela ha aperto un fascicolo per disastro colposo e danneggiamento. Il procuratore Salvatore Vella ha nominato tre consulenti dell’Università di Palermo e ha già ascoltato come testimone l’ex prefetta di Caltanissetta, Isabella Giannoia, commissario straordinario dopo la frana del 1997.
A monitorare l’area è anche il geologo Nicola Casagli dell’Università di Firenze: la frana ha rallentato ma non è stabilizzata e potrebbe arretrare ancora di 20-30 metri, minacciando oltre cento edifici. «È come un castello di sabbia», spiega, confermando che interventi definitivi sono difficili, ma che le opere indicate nel 2000 restano fondamentali.
Tra progetti mai decollati, cantieri interrotti e ritardi burocratici, Niscemi oggi fa i conti con un disastro che, nero su bianco, era stato annunciato un quarto di secolo fa.
Questa sera Niscemi scenderà in piazza per una fiaccolata. L’iniziativa è a cura del Comitato evento franoso. La fiaccolata inizierà alle 18 e si concluderà alle 20. Il corteo partirà da Largo Giugno (Vestro Pub). Proseguirà lungo via Marconi fino alla rotonda per poi proseguire lungo via Salvatore Noto, raggiungendo l’imbocco della Sp 12 per un momento di raccoglimento. Quindi il corteo proseguirà lungo via Madonna per concludersi al Santuario Maria Santissima del Bosco. La fiaccola verrà accesa all’imbocco della strada provinciale 12, un’arteria oramai definitivamente compromessa dalla frana.
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