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Attualità

Dalla piazza ai tribunali

di Franco Infurna 11 Ottobre 2026


Mentre la gente in corteo gridava “fuori la politica dalla sanità”, proprio la politica, anzi la polemica politica, è piombata come un missile sulla vicenda dell’ospedale di Gela, alla vigilia e subito dopo la grande e partecipata manifestazione del 3 ottobre, voluta dal sindaco Terenziano Di Stefano in difesa del diritto alla salute dei cittadini del comprensorio gelese.
E dalle piazze, dal rimosso gazebo che per 64 giorni ha ospitato sindaco, assessori e consiglieri comunali nella protesta contro lo stato di abbandono del Vittorio Emanuele, si rischia ora di passare alle aule di un tribunale.


Di fronte, ancora una volta da avversari-nemici, il direttore generale dell’Asp di Caltanissetta, Salvatore Lucio Ficarra, e il sindaco di Gela, Di Stefano, che da tempo chiede le dimissioni del manager.


Oggetto del contendere sono gli ultimi provvedimenti adottati dal sindaco e la reazione del direttore generale. Di Stefano, constatato che quelle dell’assessore Marcello Caruso erano state promesse da marinaio, ha firmato un’ordinanza sindacale urgente con cui impone all’Asp di procedere con urgenza a garantire la funzionalità di quei reparti dell’ospedale, come il pronto soccorso e altri, inviando medici e rendendo agibili i locali ospedalieri chiusi dai Nas.
Ficarra non l’ha digerita e si è rivolto al Tar contestando l’ordinanza. In più, ha dato mandato ai legali di citare in giudizio quanti avrebbero diffamato lui e l’Asp, ledendone il prestigio. Nella delibera non fa nomi, ma c’è chi intuisce che ce l’abbia con il sindaco di Gela. Anzi, ce l’ha con tutti quelli che hanno chiesto le sue dimissioni, cioè con i quattromila manifestanti del corteo di sabato 3 ottobre.


Ed allora l’unità apparente delle forze politiche, manifestatasi con l’adesione last minute del centrodestra al raduno pro-ospedale, è durata poche ore, appena lo spazio della manifestazione. Poi sono tornati i distinguo e le contrapposizioni.
I civici di “Una Buona Idea”, il movimento di Di Stefano, parlano apertamente di “inaccettabili intimidazioni del manager Asp”. Il coordinatore di Forza Italia, Vincenzo Cirignotta, ha cercato di gettare acqua sul fuoco, affermando che il destinatario del ricorso legale di Ficarra non sarebbe Terenziano Di Stefano, ma imprecisati personaggi di Mazzarino. Versione alla quale nessuno ha dato molto credito.


Piuttosto, contro Ficarra è arrivato anche il “fuoco amico”. A “imbracciare il fucile” contro di lui è stato l’ex sindaco di Mussomeli Giuseppe Catania, ex deputato regionale di Fratelli d’Italia, che ha partecipato al corteo pro-ospedale. Catania chiede polemicamente al management dell’Asp e al direttore generale Salvatore Ficarra quanto costi ai contribuenti e se sia opportuna la decisione di rispondere alle critiche dei cittadini con una querela, dai costi tutti da accertare. E, a proposito di spese, Catania richiama l’attenzione sul bilancio 2024 dell’Asp di Caltanissetta, riguardo alle spese sostenute per la cosiddetta mobilità sanitaria, cioè per i cittadini del Nisseno costretti a recarsi fuori provincia per curarsi. Una cifra inquietante, che ammonta a quasi 75 milioni e mezzo. Conti in rosso dell’Asp a carico dei contribuenti, che non ricevono assistenza e sono costretti a pagare una sanità inefficiente. Si protesta anche per questo.


Stavolta, però, è direttamente l’Asp a scendere in campo con una propria precisazione sul proprio profilo social. «Non è stata deliberata alcuna querela nei confronti di nessun cittadino gelese» – puntualizza l’azienda sanitaria. «Veicolare una rappresentazione non corrispondente ai fatti serve soltanto ad alimentare confusione e inutili polemiche basate sul nulla, anche perché l’Asp ha rispettato la manifestazione gelese senza mai intervenire né frapporre alcun ostacolo».


Ma la polemica non si ferma. Sul fronte sindacale, si registra la dura presa di posizione del segretario provinciale della Cgil, Ignazio Giudice, componente della segreteria regionale del sindacato, che si chiede: «Cosa vuole fare il direttore generale Asp Caltanissetta? Querelare i cittadini che hanno contestato una palese disamministrazione a danno degli ospedali presenti in provincia, partendo da quello di Gela?» E aggiunge, ironico: «Smettiamola con le barzellette che non suscitano nessuna risata. In Sicilia, nelle corsie degli ospedali, servono medici, infermieri, amministrativi a tempo indeterminato, flebo, siringhe, penne, scanner. Servono anche i pompieri per spegnere incendi inutili cioè polemiche che sanno di provocazione. Ci metto la faccia, come sempre, più di sempre insieme alle istituzioni che non cercano polemiche ma soluzioni».


Il sindacato Funzione Pubblica della Cgil, dal canto suo, consegna un ultimatum all’Asp, dopo l’assurdo silenzio seguito alla richiesta di un incontro per il 22 settembre. Ora chiede un confronto urgente entro una settimana. La FP CGIL di Caltanissetta chiede chiarezza su turnazioni, dotazioni organiche, scoperture e utilizzo di personale proveniente da altri presidi, per evitare che soluzioni tampone trasferiscano le criticità sugli altri ospedali della provincia, senza trovare soluzioni strutturali volte a risolvere definitivamente la problematica dell’Ospedale di Gela. La Direzione di Presidio ha sette giorni di tempo per convocare il tavolo. Trascorso inutilmente questo termine, attiveremo a tutela dei lavoratori e del diritto alla salute tutte le iniziative possibili non escluso il ricorso alla magistratura per comportamento antisindacale dell’Asp».

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