Quaranta milioni per far ripartire il territorio: Gela, Niscemi e Butera uniscono le forze
Firmata la convenzione dell’Area Urbana Funzionale (FUA). I sindaci Di Stefano, Conti e Zuccalà: «Nasce un vero ente territoriale per gestire direttamente i fondi e cambiare il volto delle nostre città».
GELA. Trenta milioni di euro già sul tavolo, destinati a diventare quaranta con le successive risorse programmate. Ma, soprattutto, la nascita di una regia unica in grado di decidere, gestire ed erogare direttamente i finanziamenti sul territorio senza dover passare dai centralini palermitani o romani. Si è svolta questa mattina, nella stanza del sindaco di Gela, la conferenza stampa congiunta dei primi cittadini di Gela (Terenziano Di Stefano), Niscemi (Massimiliano Conti) e Butera (Giovanni Zuccalà), per illustrare la svolta storica legata all’Area Urbana Funzionale (FUA).
L’intesa nasce dall’approvazione dello schema di convenzione che riconosce formalmente l’Unione dei tre Comuni come “Organismo Intermedio”. Un passaggio burocratico solo all’apparenza, ma sostanza purissima sul piano politico ed economico: l’ente sovracomunale diventa gestore diretto dei bandi e dei progetti.
Sono già ventotto le opere individuate nei tre municipi nel primo pacchetto da circa ventisei milioni di euro. Per Gela, gli interventi andranno a completare la stagione di rigenerazione urbana avviata con il Pnrr, innestandosi su cantieri chiave come il recupero dell’ex Dogana e uno dei lotti dell’ambizioso restyling di “Una via tre piazze” nel cuore del centro storico.
«In una fase storica così complessa – ha sottolineato il sindaco gelese Di Stefano – municipi come i nostri non avrebbero alcuna possibilità finanziaria di realizzare opere pubbliche di questa portata, che non si vedevano da oltre vent’anni. Abbiamo creduto in questa programmazione quando nessuno ci dava credito e oggi raccogliamo i primi frutti».
Un concetto ribadito dal collega niscemese Conti, a testimonianza di una sinergia comprensoriale che nell’ultimo periodo ha già visto i tre municipi viaggiare compatti sulle grandi vertenze della sanità, dell’agricoltura e del caro vita. La sfida ora si sposta sulla macchina burocratica: l’Unione dovrà rinforzare gli organici (attualmente sono tre i funzionari assunti tramite concorso) con nuovi bandi per tecnici e specialisti. La futura sede operativa dell’ente, intanto, si avvia a essere collocata all’interno del polo d’innovazione “Macchitella Lab”.
I progetti di oggi, come ricordato dal dirigente coordinatore Antonino Collura, servono anche da banco di prova d’efficienza in vista della programmazione europea 2028-2034, quando si apriranno nuovi e più ricchi rubinetti di finanziamento. Alla conferenza hanno preso parte anche l’assessore gelese con delega all’Unione dei Comuni, Romina Morselli, e il consigliere dell’Unione Giovanni Giudice e del Consigliere comunale Giorrannello.
FOCUS / Che cos’è la FUA e come funziona la gestione diretta dei fondi
L’Area Urbana Funzionale (dall’inglese Functional Urban Area – FUA) è uno strumento strategico promosso dalle politiche di coesione dell’Unione Europea per superare i rigidi confini amministrativi tra i singoli municipi. L’obiettivo è pianificare lo sviluppo di un territorio integrato tenendo conto delle reali dinamiche socio-economiche, dei flussi di pendolarismo e dei servizi condivisi tra città polo (Gela) e centri limitrofi (Niscemi e Butera).
Il valore aggiunto del riconoscimento come “Organismo Intermedio” sta nel decentramento della spesa: non è più la Regione ad ammettere a finanziamento i singoli progetti, ma è la stessa FUA che – ricevuta in dote una quota di fondi europei – seleziona, appalta e monitora gli interventi sul territorio, garantendo tempi più rapidi e risorse adeguate alle reali esigenze della comunità locale.
Per prima cosa occorrerebbe un piano traffico demandato a degli specialisti del settore ed i rispettivi controlli con telecamere de rispetto. Ciò incominceebbe a rendere più vivibile la città.