Conosco don Filippo Salerno dal 1985. Fu lui che nel luglio di quell’anno confessò me e mia moglie prima che ci sposassimo.

Era il 13 del mese. La cosa che non dimentico è che Filippo allora era fresco di sacerdozio, essendo stato ordinato presbitero in giugno, cioè appena un mese prima. Di fatto quindi la nostra amicizia perdura da 40 anni esatti e ci accomuna in questi due sacramenti paralleli che per lui furono il sacerdozio, per me e Gabriella Cristina il matrimonio. 

Ed è in virtù di questo “parallelo” percorso, che con padre Salerno è cresciuto forte un sentimento di fraterna amicizia, che si è poi espressa anche attraverso una sua importante presenza alla Casa Francescana “S. Antonio di Padova”, dove spesso, prima come parroco nella chiesa di San Bartolomeo di Enna e poi a Gela alla parrocchia di San Sebastiano, portava i suoi ragazzi al mare per pregare ma anche per una giornata di sano divertimento.

E queste giornate dove don Filippo riusciva a portare nel nostro oratorio sino a 100 giovani più le suore di Sant’Anna, finivano sempre con la celebrazione eucaristica e poi… gelato per tutti, offerto naturalmente dal buon sacerdote.

Ecco allora che in questo Anno Santo, ed esattamente il 15 giugno pure don Filippo festeggerà il suo Giubileo sacerdotale, che lo ha visto parroco in diverse parrocchie sia a Gela (San Sebastiano, Santa Maria di Betlemme) che ad Enna (San Bartolomeo, San Tommaso). Ma vocazione, nella vocazione, don Filippo ha forse speso le sue migliori energie servendo e dando assistenza spirituale negli ospedali. Per lungo tempo a Gela al Vittorio Emanuele e adesso, da alcuni anni, ad Enna, all’ospedale Umberto I.

Sempre vicino agli ammalati, sempre dalla parte degli ultimi, don Filippo con umiltà e silenziosa operosità, ha saputo incarnare la figura del prete che vive il proprio ministero coerentemente con il Vangelo e la parola di Cristo.

Non una macchia nel suo lungo percorso sacerdotale, anche quando qualcuno meschinamente provò ad infangarlo, finendo però con il rafforzare ancor più l’integrità e l’immagine di un presbitero che prima di ogni suo interesse ha messo al primo posto il servizio e la laboriosità per il bene delle persone. 

Così in lui abbiamo scorto solo amore, donato senza limiti per le comunità che ha servito, e che continua a servire con lo stesso zelo e impegno di una vocazione ancora fresca e generosa, mai stanca. Allora non rimane che ringraziare don Filippo Salerno per quanto ci ha dato, con l’augurio che il Signore lo tenga ancora per molti anni in buona salute e presente nelle comunità in cui svolge la sua preziosa azione pastorale.