Se è vero che il “vino buono sta nella botte piccola”, allora questo detto si può benissimo applicare anche al libricino Pit Stop per lo spirito” (Salvatore Sciascia Editore), ultima fatica letteraria del salesiano don Giuseppe Costa, già direttore della Libreria Editrice Vaticana, docente ed esperto di comunicazione, e tante altre cose ancora.

Il “tascabile” è un prezioso concentrato di suggerimenti, indicazioni, riflessioni, derivanti da interventi, omelie, esercizi spirituali fatti dall’autore per una più sana vita spirituale. Letteralmente, in inglese, Pit Stop significa “Fermata alla stazione di servizio”, ed è quello di cui spesso abbiamo bisogno noi tutti…fermarci per “rifocillare” l’anima.

Pit Stop è allora un prontuario per chi magari un po’ pigro, un po’ spaventato dai grossi tomi della Sacra Scrittura, può meglio applicarsi ad un libricino che in meno di 80 pagine ti insegna a pensare, a pregare, e mirabilmente ripercorre la storia della salvezza – dalla grotta di Betlemme al Calvario passando per il fiume Giordano – restituendoci tutta la bellezza del credere attraverso la luminosa figura del Cristo, Re dell’Universo ma anche protagonista della storia.

“Cosicché – scrive don Costa – se Dio è entrato nella storia, anche il credente deve fare lo stesso percorso, immergendosi in una fede operativa. Se Dio è in mezzo a noi, dobbiamo cercarlo anche nel segno dei tempi e quindi non soltanto nella parola biblica.”

Ma cosa ci salva dall’alienazione e la secolarizzazione di questo secolo difficile? Don Costa non ha dubbi, la preghiera. “Senza la preghiera – scrive – corriamo il rischio di dissiparci sempre più.”

Egli quindi ci indica il Libro dei Salmi come la più alta espressione di preghiera. In esso – ci ricorda ancora l’autore – sono raccolti 150 salmi, concepiti fra il 1000 a.C. E il 100 a.C. ; scritti per ogni bisogno dell’anima: salmi di lode, di pellegrinaggio, di ringraziamento, di lamenti. Per Jung i salmi rappresentano immagini archetipe che toccano le persone di ogni epoca. Per sant’Agostino invece erano la preghiera di Gesù.

Pit Stop che, per dare completezza e nuovi stimoli alla vita del credente, illustra anche il valore profondo delle tre virtù teologali (Fede, Speranza e Carità), trova epilogo con una preghiera allo Spirito Santo dal titolo Lead, Kindly Light, scritta nel 1883 dal teologo inglese John Henry Newman, il beato che il 1° novembre sarà proclamato da papa Leone XIV Dottore della Chiesa.

Una preghiera che chiede e dà conforto attraverso quella luce dello spirito che indica al nostro animo – spesso sofferente e ferito – dove stanno la verità, il riscatto, la consolazione di ogni uomo. Una consolazione che tutti in abbondanza potremmo ricevere, semplicemente guardando un po’ più spesso il Cielo.