Lo slogan del “promo” sul presepe vivente di Butera 2025 è azzeccatissimo: «un viaggio nel cuore della storia, della fede e delle tradizioni».
Un viaggio che ha come location il quartiere arabo «Li Consi» della cittadina del nisseno, dove tra le ripide scalinate, i “dammusi”, gli stretti vicoli e le case arrampicate sul versante della collina che guarda a sud nello spettacolare paesaggio della campagna buterese fino al mare, migliaia di visitatori durante le festività natalizie hanno percorso, affascinati, un itinerario da favola tra gastronomia, storia, tradizioni e folklore che fanno da cornice al percorso religioso che porta fino alla grotta della Natività.
Qui, i componenti della sacra famiglia (la madonna, San Giuseppe e il Bambin Gesù) in costumi d’epoca accolgono i visitatori, alla fine del viaggio, nel fascino di un ambiente ricostruito con dovizie di particolari. Una iniziativa che si ripete negli anni e che l’amministrazione comunale di Butera, guidata dal sindaco Giovanni Zuccalà, ha fatto diventare una delle manifestazioni più attese e partecipate della Sicilia.
Prima di giungere alla grotta della Natività, il pellegrino-turista ha la possibilità di rivivere la storia del mondo del lavoro di questo territorio legato all’agricoltura e all’artigianato. Ed allora ecco che tra viuzze, case ultracentenarie, cortili e ardue rampe di scalini di pietra calcare si incontrano il dammuso della sarta, il forno con l’assaggio di bruschette di pane caldo condito con olio di oliva ecologico tra i cui addetti spicca la figura dell’assessore comunale alla cultura, Giovanna Donzella; l’officina del fabbro-maniscalco; il punto di ristoro con appetitosi “cavateddri” al pomodoro da gustare.
E poi i “mercantieri” con macchinari vari per la preparazione della pasta e attrezzi del mondo contadino; il falegname; le lenticchie calde da assaporare; il vinaio per mandare giù un bicchiere di buon vino rosso; “a lavannara”, cioè la lavandaia dell’epoca; i “Cosi Duci”, ovvero i dolci tipici della nostra zona (i sfingi, cioè le frittelle di pasta in olio bollente); la pastorizia con i mastri casari e la degustazione di ricotta di pecora di ottima qualità con la famiglia Donzella in primo piano. E a tenere tutti in allegria una compagnia di zampognari e musicisti con coro che intona i canti siciliani di Natale.
Il viaggio dei visitatori (si entra a gruppi di 15 persone ogni 5 minuti) si conclude, come abbiamo già detto, nella grotta della Natività. Grotta dove si recheranno i Re Magi che alle ore 20 di ogni sera partono dalla Chiesa “San Francesco”, vicino al Castello, e in corteo raggiungono la sacra famiglia nel quartiere “Li Consi”.
Vi consigliamo di visitare Butera in questi ultimi due giorni del programma natalizio: il 5 e il 6 gennaio, dalle ore 18 in poi. Andrete via soddisfatti di questa bellissima iniziativa, con i complimenti agli organizzatori e ai protagonisti.
Il ticket d’ingresso costa 5 euro a persona. Ma vi viene fornito un carnet di buoni validi per il consumo della bruschetta con olio d’oliva, un piatto di cavati al sugo, un piatto di lenticchie, un bicchiere di vino (o più avanti di aranciata o di succo di ananas), una razione di dolci (sfingi), una razione calda di ricotta di pecora fatta sul posto. E buon divertimento.







