Archeoclub d’Italia interviene sulla frana di Niscemi, mettendo in evidenza la fragilità geologica del territorio siciliano e i rischi per le vite umane e il patrimonio culturale. «Gli eventi meteorici in Italia nel 2025 sono aumentati del 5,6% rispetto al 2024 – spiega Rosario Santanastasio, geologo e Presidente Nazionale di Archeoclub d’Italia –. Questi fenomeni evidenziano l’urgenza di una pianificazione urbanistica nazionale a tutela di cittadini e beni culturali».

L’associazione segue da vicino la situazione e annuncia iniziative culturali il cui ricavato sarà destinato alle comunità colpite. Francesco Finocchiaro, architetto e Direttore del Dipartimento Nazionale Architettura e Paesaggio, sottolinea che la frana «non è una sorpresa geologica» e invita a interventi radicali, compreso lo spostamento di famiglie e la rinaturalizzazione delle aree compromesse.

Archeoclub d’Italia ribadisce la necessità di mappare le emergenze urbane, artistiche e monumentali, attivare squadre specializzate per prevenzione e soccorso e aprire tavoli di confronto con le autorità regionali e la Protezione Civile per gestire efficacemente le emergenze.

Archeoclub d’Italia sollecita il Ministro Musumeci e le autorità regionali, come l’Assessorato ai Beni Culturali, ad aprire un tavolo di confronto insieme alla Protezione Civile per definire un percorso di formazione e qualificazione, implementando l’attuale quadro normativo. Gli uomini e le donne di Archeoclub d’Italia sono disponibili e pronti a intervenire in tutto il territorio.