Parrucchiera e usuraia a domicilio
Ufficialmente faceva la parrucchiera nel quartiere “Mulino a Vento” ma la sua attività più lucrosa e redditizia è risultata essere quella dell’usuraia. Si tratta di una donna gelese di 41 anni, Milena Scudera, incensurata, che prestava soldi a gente bisognosa, di ogni ceto sociale, al tasso di interesse che andava dal 19% al 60%. Dalle sue vittime si faceva firmare ricevute capestro e se non pagavano incaricava i suoi scagnozzi (tre adulti e un minorenne) di intimidire i debitori con attentati incendiari e danneggiamenti. I carabinieri l’hanno arrestata e rinchiusa nel carcere femminile di Agrigento in esecuzione di una ordinanza del gip del tribunale di Gela, su richiesta della Procuratore della Repubblica Salvatore Vella. Arresti domiciliari invece per i tre maggiorenni: Armando Ferrigno, Alessio Smorta e Giosuè Lombardo, rispettivamente di 36, 22 e 21 anni. Per il ragazzo minorenne procede la procura del tribunale dei minori di Caltanissetta. La parrucchiera pagava da 100 a 500 euro i danneggiamenti ordinati contro chi non pagava. Era lei stessa che indicava cosa bruciare e dove farlo, accompagnando i suoi in macchina per i sopralluoghi di preparazione. Sono accusati, a vario titolo, di usura, tentata estorsione e danneggiamento seguito da incendio.
L’indagine dei carabinieri, denominata “Fenus”, è scattata a seguito della coraggiosa denuncia di una delle persone usurate e ricattate dal 2016 e ha visto i militari dell’arma impegnati in pedinamenti e appostamenti per oltre 7 mesi, dal novembre del 2024 al luglio del 2025, durante i quali hanno assistito anche alle fasi esecutive dell’incendio doloso contro la saracinesca del garage della vittima denunciante, alla quale era stata già bruciata la sua automobile.
Durante la perquisizione in casa della parrucchiera usuraia, i militari hanno rinvenuto custoditi in una cassaforte 162 mila euro in contanti e due libri-mastri con diversi nomi, a fianco dei quali erano riportate delle cifre, corrispondenti forse alle somme prestate o pagate. Solo due di questi hanno collaborato con gli inquirenti. Gli altri rischiano di essere denunciati per favoreggiamento. I proventi dell’usura sarebbero stati reinvestiti in altre attività lucrose.
Il procuratore Vella ha messo in evidenza la portata inquietante del fenomeno usurario che danneggia pesantemente le famiglie già in difficoltà finanziaria, l’insospettabilità di chi pratica l’usura e il cinismo da criminali navigati con il quale intimidiscono chi non è in grado di pagare. Il colonnello Marco Montemagno, comandante del Reparto territoriale dei carabinieri di Gela, invece ha voluto sottolineare il coraggio e l’alto senso civico della persona
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