Morte operaio a Gela, assolti due manager Eni nel processo bis
A Caltanissetta la Corte d’appello ha assolto ieri due manager dell’Eni, Bernardo Casa e Fabrizio Zanerolli, insieme alla società Bioraffineria, nel processo di secondo grado per la morte dell’operaio trentenne Francesco Romano, deceduto quattordici anni fa nell’area della radice pontile del sito industriale di Gela dopo essere stato schiacciato da un tubo del peso di circa otto tonnellate.
La sentenza è stata pronunciata dalla Corte d’appello di Caltanissetta nel procedimento “bis” per omicidio colposo, riaperto dopo l’annullamento con rinvio disposto dalla Corte di Cassazione. Per Casa e Zanerolli, così come per la Bioraffineria, è stata pronunciata l’assoluzione.
I giudici hanno invece rideterminato le pene per sette imputati la cui responsabilità era già stata accertata in via definitiva dalla Cassazione: cinque mesi di reclusione ciascuno per Nicola Carrera, Marco Morelli, Sandro Iengo, Serafino Tuccio, Rocco Fisci e Mario Giandomenico; quattro mesi per Salvatore Marotta.
Confermata, inoltre, la responsabilità amministrativa di due società coinvolte nel procedimento, la Sgs Sertec e la Cosmi sud. I legali hanno già annunciato ricorso per Cassazione. La Cosmi sud era l’azienda per cui lavorava l’operaio al momento dell’incidente.
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