Un uomo di 58 anni originario di Caltanissetta è stato condannato a sette anni e sei mesi di reclusione per violenza sessuale nei confronti del suo padrone di casa, un 65enne residente a Cogne. La sentenza è stata pronunciata nelle scorse ore al termine del processo, che ha ricostruito presunti abusi avvenuti tra l’estate del 2023 e il febbraio del 2024, periodo in cui la vittima ha poi presentato denuncia ai carabinieri facendo scattare l’arresto dell’imputato.

Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a undici anni di carcere, mentre la difesa, rappresentata dall’avvocato Massimiliano Bellini, aveva sollecitato l’assoluzione. Il tribunale, oltre alla pena detentiva, ha disposto una provvisionale immediatamente esecutiva di 30 mila euro in favore della parte civile.

Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, gli episodi contestati si sarebbero protratti per diversi mesi. La persona offesa avrebbe trovato il coraggio di rivolgersi alle forze dell’ordine solo all’inizio del 2024. L’imputato, dal canto suo, ha sempre respinto le accuse, sostenendo che i rapporti fossero consenzienti.

Al termine della lettura del dispositivo, il legale dell’uomo ha annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza. “Attendiamo le motivazioni e poi proporremo appello – ha dichiarato l’avvocato Bellini –. Abbiamo più volte chiesto la produzione integrale dei filmati consegnati dal mio assistito ai carabinieri e chiederemo una nuova perizia psichiatrica, anche alla luce delle contraddizioni tra la relazione del consulente tecnico d’ufficio del tribunale e quelle di parte”.

La difesa ha ribadito la linea sostenuta durante il processo: oltre alla presunta consensualità dei rapporti, è stata evidenziata la condizione psichica dell’imputato, che – secondo le consulenze di parte – sarebbe stato incapace di intendere e di volere e di comprendere il disvalore sociale dei propri comportamenti a causa della patologia mentale di cui soffrirebbe.