A Gela, nel monastero dell’ex Benedettine di via Via Sen. Damaggio, da metà febbraio è possibile passeggiare tra farfalle tropicali in volo libero, ammirare insetti imbalsamati di rara bellezza e alzare gli occhi verso la volta celeste attraverso gli scatti di una fotografa astronoma. La Casa delle Farfalle — progetto itinerante che in dieci anni ha toccato Modica, Siracusa, Palermo, Marsala, Messina e Ragusa — ha fatto tappa a Gela il 14 febbraio scorso, e secondo Enzo Scarso, uno dei responsabili dell’iniziativa, l’accoglienza della città sta superando le aspettative: le prenotazioni da parte delle scuole del comprensorio si moltiplicano di giorno in giorno, e la struttura sarà visitabile fino al 14 giugno. Un’attenzione speciale, in questo contesto, è riservata ai bambini di Niscemi, la cui comunità è ancora scossa dalla frana del 25 gennaio scorso: per le scolaresche della città colpita il prezzo del biglietto è stato ridotto, un gesto concreto di vicinanza che non è passato inosservato.
Tre mostre sotto lo stesso tetto: insetti, farfalle e stelle.
La struttura è ospitata negli spazi dell’ex monastero delle Benedettine, ambienti che si sono rivelati sorprendentemente adatti al progetto. Il percorso di visita si articola in tre sezioni distinte, ciascuna capace di parlare a un pubblico diverso.
– Come si articola il percorso all’interno della struttura?
«C’è una prima parte dedicata all’entomologia: insetti imbalsamati provenienti da collezioni straordinarie. La mostra si chiama Insecta ed è stata curata dal giudice Aliquò, entomologo di fama internazionale. Poi si entra nel cuore dell’iniziativa: la Casa delle Farfalle, un giardino tropicale con farfalle in volo libero provenienti da tutto il mondo — dall’America, dall’Africa, dall’Asia. Noi acquistiamo le crisalidi e le farfalle nascono qui, a Gela, nella nostra incubatrice: è qui che spiccano il primo volo. L’ultima sezione è la mostra fotografica Desidera, realizzata dalla regista Alessia Scarso che in questo contesto diventa fotografa astronomica: scatti degli astri, fulmini, un’eclissi di luna sull’Etna. E poi un video in loop di otto minuti — con le musiche di Marco Cascone — che ci fa osservare la volta celeste come non la guardiamo mai».
Ogni settimana arrivano nuove crisalidi, il che significa che la visita non è mai uguale a se stessa. Le farfalle vivono una settimana, al massimo dieci giorni, e ogni ciclo porta specie diverse. Visitare la Casa delle Farfalle a marzo è un’esperienza diversa dal farlo a maggio: cambiano le tipologie, cambia la qualità del volo. Le farfalle, spiega Scarso, sono animali fortemente sensibili all’ambiente circostante: più la temperatura sale e il sole è alto, più il loro volo diventa ampio e spettacolare.Sei professionisti, dieci anni di esperienza e una Sicilia attraversata in lungo e in largo
– Chi c’è dietro questo progetto?
«Nella struttura operano sei professionisti. Abbiamo formato alcuni ragazzi di Gela per le visite guidate entomologiche. Il direttore scientifico è Antonio Bruno, che segue la struttura da dieci anni e ha una fortissima esperienza nel campo: è in grado di trasmettere non solo la conoscenza, ma il fascino autentico del mondo delle farfalle. Il progetto è adatto a tutti, grandi e piccini — anzi, i grandi dentro tornano bambini, e i bambini si affacciano per la prima volta a una realtà che oggi fa fatica a sopravvivere nel mondo esterno».
L’itinerario siciliano della Casa delle Farfalle è lungo e prestigioso: due edizioni a Modica, poi Siracusa, quattro location diverse a Palermo, Marsala, Messina, Ragusa. Strutture importanti, città importanti. L’approdo a Gela rappresenta un ulteriore tassello di un progetto che ha saputo conquistare pubblici molto diversi tra loro.
Le farfalle come specchio: indicatori biologici di un mondo che cambia
Le farfalle come simbolo di qualcosa che si sta perdendo?
«Le farfalle sono degli indicatori biologici: dove l’aria è pura, là le troviamo. Molte città metropolitane hanno avviato il progetto dei corridoi biologici, giardini con piante in fiore dove le farfalle possono nutrirsi e riprodursi durante i loro spostamenti. Io ricordo da piccolo che le farfalle c’erano, le cacciavamo. Oggi purtroppo ce ne sono sempre di meno. La città non le ospita più. Ed è per questo che quello che facciamo qui ha un senso che va oltre lo spettacolo: ci ricorda cosa stiamo perdendo».
Le scuole rispondono: Gela e Niscemi in prima fila
Sul fronte delle prenotazioni scolastiche i segnali sono incoraggianti.
– Un’attenzione speciale per Niscemi dopo la frana del 25 gennaio?
«Abbiamo voluto essere vicini alle famiglie e ai bambini di Niscemi in un momento così difficile. Per le scuole della città abbiamo ridotto il prezzo del biglietto: è un gesto piccolo, ma ci sembrava giusto farlo. La cultura può essere anche questo — un modo per stare insieme, per respirare qualcosa di bello quando fuori c’è stata tanta paura».
La struttura è aperta alle prenotazioni delle scuole e al pubblico generale fino al 14 giugno. Un’occasione che Gela non aveva mai avuto prima, e che — a giudicare dall’entusiasmo delle prime settimane — sembra destinata a lasciare un segno.







