Diciamo la verità, da quando tempo non vedevamo vincere a Sanremo un cantante ben vestito, con giacca e papillon, e senza orecchini, piercing, tatuaggi addosso? Ci avete fatto caso? Il suo abbigliamento somigliava un pò a quello di Domenico Modugno, la sera in cui il “Mimmo nazionale” trionfò nel 1958 con il brano “Nel blu dipinto di blu”. 

Beh, per me che non vedevo Sanremo da almeno 15 anni, Sal Da Vinci ha meritato di vincere la gara canora più importante d’Italia già solo per questo, per essersi presentato sul palcoscenico vestito a modo, da persona per bene. Comprendo poi che la sua canzone “Per sempre sì” sia stata criticata perché parlava di uno di quegli amori che purtroppo non esistono più o comunque sempre più rari. Gli amori belli, veri, disinteressati, romantici, inestinguibili. Non “intossicati” da interessi, calcoli, ideologie. Perchè un uomo e una donna non possono amarsi per sempre? E che c’entra la “camorra” direi a quel genio e campione di supponenza che è Aldo Cazzullo? E cosa avete contro Sal Da Vinci?

Il fatto che sia napoletano? Embè? E’ nella grande tradizione musicale napoletana che trova la sua entità più profonda la canzone leggera italiana. E poi c’è chi si preoccupa dell’ Eurovision, dove il nostro rappresentante vestito da pinguino, dicono certuni, farà la figura del “burino” davanti a tanti concorrenti che invece “smutandandosi” o vestendosi di costumi “coriandolati” ed estroversi, così camuffati maschereranno la loro identità, perché l’ambiguità e l’inganno di questo nostro tempo corrotto e indecifrabile abbia sempre a trionfare.

D’altra parte, è inutile nascondersi dietro un dito, Da Vinci ha dato fastidio perché “profuma di normalità”, perché ha rappresentato un ostacolo avverso a tutte quelle tendenze “sociali, ideologiche e di costume” che oggi combattono e condannano il concetto di famiglia tradizionale, così com’è la intendevano i nostri padri, le nostre nonne e i nostri nonni. E in questa idea non c’è più spazio per l’uomo e la donna che sognano di stare insieme per sempre e magari vogliono avere tanti figli. Perché anche questo oggi è da condannare. Cosa significa stare insieme per sempre? E avere prole? Significa evocare anche quella brutta parola che si chiama “patriarcato”, pronunciata oggi come una bestemmia. Eppure fra qualche giorno è San Giuseppe, il patriarca per eccellenza!

Ma magari chissà, pure lui bullizzava la Madonna. Bisognerebbe allora fare un esposto alla Magistratura…indagare, e magari togliere questo vecchio santo barbuto (magari anche pedofilo) dal calendario, tanto Gesù un altro padre che è lassù nei cieli lo ha. E comunque, a parte il sarcasmo, molti dovranno farsene una ragione. C’è, grazie a Dio, ancora una forte resistenza ai gruppi, ai movimenti, alle bandiere,  che negli ultimi decenni hanno provato di tutto per disgregare e sfasciare l’istituzione famiglia. Il voto popolare che al festival ha premiato Da Vinci, era formato di persone e di famiglie comuni che, nonostante il mondo vada oggi all’incontrario, vogliono continuare a sognare, e credere possa esserci per tutti una persona alla quale potere ancora dire “Per sempre sì”.