È ormai scontro aperto a Gela tra l’associazione Macchitella, il comitato “Dune, bene comune” e altre realtà ambientaliste, da un lato, e l’amministrazione comunale, dall’altro. Al centro della contesa c’è il PUDM, il Piano di utilizzo del demanio marittimo, e in particolare la previsione, contestata, di nuove concessioni per stabilimenti balneari lungo il litorale.

Per il pomeriggio di oggi, 28 marzo, alle ore 16.30, presso l’ex casa albergo Eni, i promotori della protesta hanno convocato un’assemblea pubblica aperta alla città, con un obiettivo dichiarato, quello di difendere la “spiaggia di Gela, libera dagli interessi privati”. Nel mirino, il piano redatto dall’architetto Giuseppe Pellitteri e, soprattutto, le presunte diciotto nuove concessioni destinate ad altrettanti lidi.

A rafforzare la mobilitazione, un documento di osservazioni contrario all’approvazione del PUDM, corredato da centinaia di firme, è stato trasmesso ai diversi livelli istituzionali: governo regionale e nazionale, Provincia, Prefettura, Capitaneria di porto e amministrazione comunale.

In questo clima già teso si inserisce la posizione del comitato di quartiere “Area Urbana 6” che, pur scegliendo di non aderire formalmente alla contestazione, ha deciso di partecipare all’incontro pubblico. L’appuntamento, infatti, è stato unificato nella stessa sede e nello stesso orario, diventando occasione di confronto diretto con l’amministrazione comunale. Saranno presenti il sindaco Di Stefano, l’assessore Giuseppe Fava e i consiglieri comunali Giuseppe Giudice, Gabriele Pellegrino e Giuseppe Zappietro.

Per il comitato, guidato dal giovanissimo presidente Federico Alba, l’assemblea rappresenta però soprattutto un momento fondativo: la prima riunione dopo l’elezione dei componenti e l’occasione per presentare ai residenti il documento programmatico e il regolamento interno. Il confronto politico sul PUDM, pur importante, resta sullo sfondo.

«Noi siamo parte delle istituzioni – sottolinea Alba – e con la giunta comunale ci confrontiamo momento per momento sui problemi della nostra area urbana». Una posizione che segna una distanza netta nei toni e nei metodi rispetto ai promotori della protesta, pur non escludendo la condivisione di alcune finalità di tutela ambientale.

Molto più tranchant la lettura offerta dal vice sindaco e assessore al mare, all’ambiente e al decoro urbano, Giuseppe Fava, che definisce la mobilitazione «una guerra contro i mulini a vento, una crociata contro l’inesistente».

«Io rispetto chi si batte per obiettivi di alto valore sociale e civile – afferma Fava – ma questa volta quanti hanno avviato la contestazione si stanno sbagliando (ritengo, in buona fede) perché non esiste l’oggetto del contendere, in quanto hanno basato le loro opposizioni su una vecchia bozza di documento urbanistico».

Secondo l’assessore, infatti, il piano originario è stato modificato d’ufficio dalla Struttura Territoriale Ambiente (STA) di Agrigento, che ha eliminato due lidi previsti nel tratto compreso tra la rotonda a est di Macchitella, la cosiddetta “area dei polacchi”, e il parcheggio sud della clinica Santa Barbara. Una scelta che, precisa Fava, è stata immediatamente condivisa dall’assessorato che  dirigo e dall’intera giunta.

«Abbiamo deciso che sul litorale “Polacchi – Clinica Santa Barbara” non sarà autorizzato alcun insediamento né di lidi né di chioschi, nemmeno con opportuni accorgimenti. Perciò statene certi: a Macchitella, di lidi davanti agli edifici abitativi non ce ne saranno. E nemmeno chioschi. La spiaggia sarà tutta libera. La bozza definitiva del piano non ne prevede».

Diversa, invece, la situazione nel tratto più a ovest. «Due lidi e un’area per persone disabili sorgeranno dalla clinica Santa Barbara verso Montelungo: uno, di circa 300 mq, nel sito dell’ex lido Eni, ex Fraglica, dove dovranno essere avviati interventi di recupero strutturale e ambientale, e l’altro, più ridotto, dopo il campo di calcio “Bulino”».

Un’impostazione che, nelle intenzioni dell’amministrazione, punta anche al recupero di aree degradate. «Se poi i dissidenti vogliono contestare anche l’azione di recupero – aggiunge Fava – allora vuol dire che anche noi saremo disponibili allo scontro a vari livelli».

L’assessore rivendica la linea seguita dal Comune: «La sensibilità dell’amministrazione sta mettendo in atto un piano che tiene conto delle esigenze del territorio e della tutela del paesaggio, preservandolo da insediamenti a pioggia e proteggendo le dune. Vi assicuro che i lidi saranno realizzati sull’arenile e non sulle dune, come si può ben vedere dalle mappe».

Quanto all’iter amministrativo, il PUDM si trova ancora in una fase intermedia. «Siamo più che a metà strada – spiega Fava – ma restiamo nella fase di pre-valutazione. Non mi sento di criticare chi si è ribellato alla precedente stesura del piano, il cui atto di pre-adozione risale al 30 luglio 2021. Ma dopo le modifiche apportate, le cose stanno diversamente».

Il percorso prevede ancora diversi passaggi: «Oggi siamo nella fase che non presuppone un piano definitivo, ma una valutazione in consiglio comunale. I consiglieri potranno apportare modifiche. Dopo l’adozione in aula verrà redatta la Vas, la valutazione ambientale strategica, che permetterà di analizzare dettagliatamente il PUDM».

Ed è proprio su questo punto che Fava insiste per garantire rassicurazioni. «Se si accerterà che un insediamento non è compatibile con l’ambiente dunale, verrà eliminato non per scelta individuale degli amministratori ma d’ufficio, pena la bocciatura dell’intero piano».

In conclusione, l’assessore ribadisce l’equilibrio che, a suo dire, guida l’azione della giunta. «Sia chiaro – spiega – che il nostro sforzo mira a coniugare la tutela delle dune e dell’ambiente con la possibilità di fare impresa, utilizzando le risorse che il mare e la natura ci mettono a disposizione, nel pieno rispetto della Legge».

Un equilibrio che, al momento, appare tutt’altro che condiviso. L’assemblea di oggi si preannuncia dunque come un passaggio cruciale per chiarire posizioni, sciogliere equivoci  o, al contrario, acuire ulteriormente uno scontro che coinvolge ambiente, sviluppo e identità del territorio.