Il richiamo del cielo, il sogno di diventare pilota, poi la scoperta del mare ed è maturata la scelta che si è trasformata in vocazione. È la parabola personale, sentimentale e professionale del capitano di corvetta Daniele Curci (nella foto), 47 anni, milanese di nascita e, dal 2025, comandante della Capitaneria di Porto di Gela, presidio fondamentale per la sicurezza della navigazione, il soccorso in mare, la tutela dell’ambiente marino e il controllo della filiera della pesca.
Dopo il liceo scientifico, Curci sembrava destinato a un’altra uniforme. «In realtà volevo andare in aeronautica – racconta – ma su consiglio di mio padre ho tentato tutti i concorsi e ho scoperto la Marina. Me ne sono innamorato follemente».
Dopo aver conseguito la maturità scientifica, ha frequentato la facoltà di architettura presso il politecnico di Milano. Quindi ha adempiuto agli obblighi di leva e nel 2000 è entrato in Accademia Navale quale allievo dei corsi normali del corpo delle Capitanerie di porto conseguendo, nel 2004, la laurea in Giurisprudenza.
Durante il periodo di formazione ha partecipato alle Campagne di addestramento nel Mediterraneo e Nord Europa a bordo di Nave Amerigo Vespucci, Nave San Giusto e Nave Capricia, nonchè a bordo dell’unità della guardia costiera CP406 “Antonio Scialoja”. Nel novembre 2005 è stato destinato con il grado di sottotenente di Vascello alla Capitaneria di porto di Crotone
Mentre è in Calabria, conosce la futura moglie, pugliese, del Salento, e nel 2008 si sposa. Dalla loro unione nascono Chiara e Lorenzo, oggi adolescenti.
Nel 2014 arriva il trasferimento a Golfo Aranci, in Sardegna, dove Curci ottiene il suo primo incarico di comando. Un’esperienza che ricorda come una delle più intense e formative, anche per il contesto: un territorio tra i più affascinanti dell’isola, con un’intensa attività legata al turismo nautico tra Porto Cervo e Porto Rotondo.
Dal 2016 al 2021 è a Barletta, nella terra delle sue radici familiari. Qui matura una nuova ambizione, quella di confrontarsi con una dimensione internazionale. Partecipa così a una selezione che lo porta, nel 2021, a Northwood, nell’hinterland di Londra, presso il comando marittimo della Nato. «Ero l’unico ufficiale delle Capitanerie di porto insieme ai colleghi della Marina Militare in senso stretto» – spiega. «Il valore aggiunto è stato l’internazionalità dell’esperienza, la condivisione di metodi e sistemi di lavoro nuovi e interessanti».
Conclusa l’esperienza londinese, nel 2025, Daniele Curci torna in Italia per assumere il comando della Capitaneria di Porto di Gela. Un approdo che inizialmente non lo ha entusiasmato ma che si è rivelato sorprendente. «Per come l’ho trovata, Gela mi ha sorpreso. Sin dal primo giorno ho trovato un ambiente bellissimo, sia internamente, per il gruppo di colleghi che lavorano insieme a me, sia esternamente per come la città mi ha accolto. Sono contento. Se tornassi indietro, nella “desiderata” che ogni anno esprimiamo come scelta di possibile nuova sede, metterei sicuramente Gela come destinazione preferita».







