Non vi è dubbio che fra i santi più amati del nuovo millennio ci sia la figura di Carlo Acutis, l’adolescente scomparso a soli 15 anni per una grave forma di leucemia. Ma pochi anni di vita sono stati sufficienti a questo ragazzo monzese, nato il 3 maggio del 1991, perchè la sua esistenza divenisse subito una “leggenda di santità”.
Devotissimo alla Madonna e all’ Eucarestia, Carlo è stato infatti un ragazzo pieno di vita, amante dello sport e della natura, ma che pure ha saputo testimoniare la presenza viva del Cristo con la donazione generosa di se stesso ai fratelli e agli ultimi, anche attraverso i social. Infatti, esperto in informatica e in web design, accese tutta una serie di siti internet attraverso cui seppe esprimere tutta la bellezza del Vangelo. Siti che poi in suo nome si sono moltiplicati nel mondo. Nel 2006 Carlo manifestò ai genitori il desiderio di farsi sacerdote, ma già nell’ottobre di quello stesso anno fu colpito da leucemia fulminante. Morì il 12 ottobre.
Devoto e innamorato di san Francesco, come suo desiderio venne sepolto ad Assisi, dove le sue spoglie sono rimaste sino alla traslazione, avvenuta il 6 aprile 2019 nella chiesa di Santa Maria Maggiore, conosciuta anche come il Santuario della Spogliazione di san Francesco. Papa Francesco lo ha proclamato beato il 10 ottobre 2020, mentre papa Leone XIV lo ha canonizzato il 7 settembre 2025. Questa premessa per comprendere meglio l’importanza che ha avuto per tutta la comunità cattolica gelese, l’arrivo, lo scorso 28 aprile, di una reliquia di san Carlo Acutis a S. Giovanni Evangelista, donata alla parrocchia di Macchitella proprio dal Santuario che ne custodisce il corpo.
Ciò è stato reso possibile a se-guito della richiesta fatta da Giacomo, seminarista in forza a S. Giovanni Evangelista. Commovente e grandemente partecipata è stata l’accoglienza della reliquia consistente in una ciocca di capelli di Acutis, e custodita in un prezioso reliquiario a forma di tau. A presidere la solenne concelebrazione eucaristica è stato S.E. Mons. Rosario Gisana, che ha espresso gioia nel vedere riunite le comunità delle due vicine parrocchie del territorio, S. Giovanni Evangelista e Santa Lucia, con il parroco don Filippo Celona presente (gli altri concelebranti erano, insieme al parroco don Giuseppe Siracusa, don Rosario Sciacca, don Antonio Lauretta, don Rocco Pisano, don Michelin, don Mose’, don Angelo Ferrera e il diacono Rocco Sanfilippo).
Ma in verità sono stati centinaia i fedeli confluenti a Macchitella da tutte le altre realtà parrocchiali della città. E sul finire della messa insieme alla reliquia è stata scoperta e benedetta dal vescovo anche una statua del giovane santo, donata dalla coppia formata da Alessandra Ferrigno e il marito Francesco Argirò, mentre la candela sotto la reliquia è stata donata dal monastero delle clarisse di Caltanissetta molto devote ad Acutis. Non è poi man-cata una lettera inviata da Suor Francisca, cappuccina, in missione presso il Santuario della Spogliazione, che è stata letta ai fedeli a messa finita. Per la straordinaria riuscita dell’evento, gratitudine ha espresso don Giuseppe Siracusa nei riguardi di tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito all’accoglienza della reliquia.
Una “presenza” spirituale forte quella del “santo fanciullo” che, come ha detto lo stesso parroco, chiude idealmente un percorso avviato già in parrocchia da alcuni anni, durante i quali soprattutto nella preparazione dei ragazzi del catechismo, degli scout e più in generale di tutti i giovani che frequentano S. Giovanni Evangelista, san Carlo Acutis – così diverso da tanti adolescenti di oggi spesso violenti e irrequieti – è stato preso ad esempio. Un modello, che si è imparato ad amare attraverso lo studio e la conoscenza della sua breve ma straordinaria esistenza, così luminosa, così piena d’amore, così piena di Dio.







