In questi giorni, nella zona del quartiere San Giacomo, a Gela, stanno operando per effettuare degli interventi alla rete idrica. Scavando, martedì, non si sono curate di informarsi con i gestori degli altri servizi per accertare se c’era il pericolo di incrociare linee elettriche o telefoniche. Così hanno tranciato di netto un cavo della fibra ottica del servizio telefonico, lasciando isolate oltre un migliaio di utenze tra privati, uffici pubblici, negozi, panetterie, bar e persino una parte dell’ospedale civile Vittorio Emanuele.
Per due giorni i tecnici della “Open Fiber” hanno dovuto lavorare alacremente per ripristinare il collegamento interrotto e dare la linea internet agli utenti inferociti. Perchè ormai tutto viaggia lungo la fibra ottica. E tanti si sono trovati in difetto non avendo potuto effettuare le operazioni bancarie online.
Nel pomeriggio di mercoledì tutto è tornato alla normalità. Ma per il futuro qualcosa va fatta nella organizzazione dei lavori sottotraccia. Non si può scavare a casaccio. Vanno realizzate le mappe di ogni rete dei servizi con relative quote di profondità. In un paese civile e organizzato si fa così. Ma Gela appare un mondo diverso. Il caos assoluto.







