Gela, aggressione in cantiere, operaio accoltellato dopo un diverbio. Insorgono i sindacati
Si fanno più chiari i contorni del grave episodio di cronaca avvenuto questa mattina a Gela. La persona trasportata d’urgenza all’ospedale “Vittorio Emanuele” è un operaio di cinquant’anni, impiegato in uno dei cantieri pubblici attualmente aperti nella zona di via Tevere.
L’uomo è stato raggiunto da fendenti sferrati con un’arma da taglio a seguito di una lite violenta. Secondo le prime ricostruzioni fornite dalla stessa vittima, l’aggressione sarebbe scattata quando l’operaio ha fatto notare a un passante – sopraggiunto probabilmente a bordo di uno scooter – che il transito in quel tratto di strada era interrotto per i lavori. La reazione del conducente è stata immediata e spropositata: l’uomo si è scagliato contro l’operaio ferendolo, per poi fuggire. Sul caso sta indagando la Polizia di Stato, con una pattuglia giunta al nosocomio per ascoltare il lavoratore e avviare gli accertamenti del caso.
Sull’episodio sono intervenute congiuntamente le segreterie provinciali dei sindacati degli edili – Feneal UIL, Filca Cisl e Fillea Cgil (rappresentate da Francesco Mudaro, Luca Gintili e Francesco Cosca) – esprimendo ferma condanna per l’accaduto e vicinanza al lavoratore ferito e alla sua famiglia.
«I lavoratori edili operano in contesti complessi svolgendo una funzione pubblica essenziale. Questi episodi non possono essere considerati in alcun modo un rischio del mestiere: è inaccettabile operare in un clima di costante pericolo», denunciano i sindacati, sottolineando come la violenza sul luogo di lavoro calpesti la dignità stessa della persona. Da qui la richiesta perentoria alle forze dell’ordine e alle istituzioni di intensificare i controlli sul territorio a tutela dell’incolumità fisica di chi lavora nei cantieri della città.
Commenti
Non ci sono ancora commenti. Puoi lasciare il primo contributo.