Gela, sovraffollamento e carenza di organico: la Camera Penale “Eschilo” in visita al carcere di contrada Balate
Condizioni di detenzione a confronto con la realtà nazionale, stato dei servizi e tutela dei diritti fondamentali. Con questi obiettivi la Camera Penale “Eschilo” di Gela, presieduta dall’avvocato Angelo Gaccione, ha fatto ingresso nella Casa Circondariale di contrada Balate lo scorso 26 agosto. La visita rientra nell’ambito della campagna nazionale “Ristretti in Agosto”, promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI) per sensibilizzare l’opinione pubblica, la politica e le istituzioni centrali sui drammi del sistema penitenziario.
A guidare il sopralluogo all’interno della struttura gelese è stata la delegazione direttiva della Camera Penale locale — composta oltre che dal presidente Gaccione, dal vicepresidente Filippo Spina (delegato all’Osservatorio Carcere), dal segretario Angelo Cafà e dai consiglieri Vittorio Giardino e Giovanni Cantaro — affiancata dai rappresentanti dell’Ordine Forense, dell’AIGA e da esponenti delle istituzioni politiche regionali e nazionali (tra cui i senatori Concetta Damante e Pietro Lorefice, la deputata ARS Rosa Cirrone Cipolla e l’assessore comunale Simone Morgana in rappresentanza del sindaco Di Stefano).
Nel corso dell’iniziativa, la Camera Penale ha tracciato una fotografia stringente dell’attuale condizione penitenziaria italiana, richiamando i dati forniti dall’ultimo Report di Antigone:
- Sovraffollamento oltre i limiti: A fronte di 51.265 posti regolamentari, i detenuti in Italia sfiorano quota 64.500 (13.000 oltre il limite). In 73 istituti l’affollamento supera il 150%, tornando ai livelli d’allarme che portarono alla nota sentenza di condanna “Torreggiani” da parte della Corte EDU.
- Flessione delle alternative al carcere: Per la prima volta si registra una contrazione dei provvedimenti di affidamento in prova (-5,8%) e di detenzione domiciliare (-5,1%), a fronte di pene edittali medie sempre più lunghe.
- Il dramma dei suicidi e l’organico: Già 33 i suicidi tra le sbarre dall’inizio del 2026 (dopo gli 85 del 2025 e i 91 del 2024), aggravati da una carenza nazionale di Polizia Penitenziaria stimata in circa 18.000 agenti.
L’ispezione della delegazione forense all’interno dell’istituto gelese — supportata dal Commissario Dott. Francesco Vizzì, dal parroco Don Raimondo Giammusso, dal personale dell’area educativa e contabile — ha evidenziato da un lato il buon funzionamento di alcuni servizi essenziali e dall’altro impellenti criticità strutturali.
I dati raccolti sul campo mostrano una pressione evidente sulla struttura: a fronte di una capienza regolamentare di 46 posti, sono attualmente 80 i detenuti presenti. Una situazione di sovraffollamento che si scontra anche con la contrazione del personale della Polizia Penitenziaria, che conta appena 40 agenti in servizio sui 52 previsti dalla pianta organica.
Nonostante le difficoltà numeriche, i penalisti hanno preso atto di importanti interventi di manutenzione e ammodernamento realizzati nell’ultimo periodo. La sala colloqui risulta ora dotata di impianto di climatizzazione, è stato ripristinato l’ascensore portavivande e si è proceduto alla tinteggiatura della cappella, eseguita dagli stessi detenuti. La struttura si è inoltre arricchita di una nuova biblioteca realizzata con una raccolta solidale di libri, mentre sul piano dei servizi e della sicurezza sono state installate quattro cabine telefoniche, quattro asciugacapelli (uno per sezione) e nuovi impianti antincendio, antigas e di centralino.
Restano tuttavia aperti diversi nodi operativi e sociali per i quali la Camera Penale chiede interventi rapidi:
- Spazi rieducativi insufficienti: Mancano locali idonei ad ampliare i corsi di formazione e le attività lavorative o ricreative necessarie al reinserimento sociale.
- Emergenza idrica ed economica: I detenuti segnalano il costante ricorso all’acquisto personale di acqua confezionata, situazione che grava sui soggetti con meno disponibilità finanziarie (spesso aiutati dalla generosità del cappellano).
- Collegamenti urbani assenti: È stata evidenziata la necessità di attivare una linea di trasporto pubblico locale tra la stazione ferroviaria e la Casa Circondariale, quantomeno nei giorni dedicati ai colloqui, per agevolare gli spostamenti dei familiari.
A conclusione della visita, i vertici della Camera Penale “Eschilo” hanno richiamato la necessità di un’azione congiunta tra enti territoriali, associazioni di volontariato e magistratura di sorveglianza per snellire i passaggi burocratici ed estendere l’offerta trattamentale.
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