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Cronaca

Gela, tentata rapina in gioielleria svela un “laboratorio clandestino” di armi: arrestato un 25enne

di Redazione 21 Ottobre 2026

Un tentativo di rapina andato a male si è trasformato in un’operazione ben più complessa per la Polizia di Stato di Gela. Nei guai è finito un ragazzo di venticinque anni, arrestato in flagranza di reato per fabbricazione e detenzione abusiva di armi, oltre che per detenzione di munizioni. Il giovane risulta inoltre indagato per la tentata rapina a un’oreficeria del centro cittadino.

I fatti risalgono allo scorso venerdì, quando gli agenti del Commissariato di P.S. sono intervenuti d’urgenza in una gioielleria del centro storico. Poco prima, un uomo armato di pistola aveva fatto irruzione nel locale, lanciando uno zaino al titolare con l’ordine di riempirlo d’oro.

La reazione del negoziante, che ha spiegato di non trattare oggetti in oro, ha spiazzato il rapinatore: vistosi colto di sorpresa, l’uomo si è dato immediatamente alla fuga tra le vie limitrofe, facendo perdere le proprie tracce.

A incastrare il responsabile sono state le telecamere del sistema di videosorveglianza dell’esercizio commerciale. Analizzando minuziosamente i filmati, gli uomini della squadra investigativa sono risaliti in breve tempo all’identità del 25enne e si sono presentati direttamente alla sua abitazione.

Nel corso della perquisizione domiciliare, i poliziotti hanno fatto una scoperta inquietante: oltre agli abiti utilizzati durante il colpo fallito e a una fedele riproduzione di una pistola semiautomatica, sono stati rinvenuti diversi caricatori con munizionamento, parti di armi da guerra (tra cui una modificata per essere resa nuovamente efficiente), attrezzatura tecnica avanzata: una stampante 3D, una saldatrice e un trapano verticale, attrezzi che, secondo gli inquirenti, venivano impiegati come una vera e propria officina clandestina per riprodurre o modificare componenti d’arma.

Su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Gela, l’uomo è stato condotto presso la casa circondariale locale.Nella giornata di lunedì, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha convalidato l’arresto per detenzione di armi da guerra e, accogliendo le richieste della Procura, ha confermato la custodia cautelare in carcere. Si ricorda che, in ottemperanza al principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza, la responsabilità penale dell’indagato sarà accertata unicamente a seguito di una sentenza di condanna definitiva.

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