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Thomas Colace, il portiere argentino con Gela nel cuore

di Antonio Favitta 31 Ottobre 2026
Thomas Colace, il portiere del Gela


Con la sua reattività tra i pali si è guadagnato, nonostante la giovane età, la titolarità della porta biancazzurra e soprattutto l’affetto dei tifosi. Thomas Colace Ursua ha dimostrato in questi tre anni al Gela Calcio di essersi calato nella realtà gelese e di tenerci in maniera viscerale al bene della squadra.


Colace nasce a Buenos Aires, il 13 gennaio 2006. Arriva al Gela nell’agosto del 2024. È stato uno dei protagonisti della promozione dall’Eccellenza alla Serie D, giocando da titolare la finale playoff vinta contro il Canosa.


Nella scorsa stagione, la prima per lui in D, ha totalizzato 17 presenze. Si è confermato un portiere affidabile e con ampi margini di crescita. Oltre al calcio è appassionato di sport in generale. Per quanto riguarda i suoi gusti cinematografici, la Serie Tv che preferisce è From. Sotto il profilo musicale l’artista che predilige è Romeo Santos. Invece, per quanto concerne i libri, Manifiesto de un ascendente di Alan Noc è la sua lettura preferita.


– Quanto ti senti legato a questa città?
«In questi tre anni mi sono legato tanto a Gela, sia alla città che alle persone che mi hanno accompagnato in questo percorso. Qui sono cresciuto tanto, non solo come calciatore ma anche come persona. Mi sono sentito accolto e ormai considero Gela come casa mia».
– Come gestisci la distanza con la famiglia? Quanto ti ha forgiato e fatto crescere questa esperienza?
«Non è sempre facile stare lontano dalla famiglia. Soprattutto nei momenti difficili, quando averli vicino potrebbe aiutarti e darti quella spinta in più per andare avanti. Però questa esperienza mi ha insegnato a essere più indipendente e a capire che, per inseguire i propri sogni, bisogna essere pronti a fare dei sacrifici».
– Quali pensi siano le tue migliori qualità tecniche e quali aspetti pensi di dover migliorare?
«Penso che i miei punti di forza siano i riflessi, l’esplosività e la reattività. Mi piace dare sicurezza alla squadra e farmi trovare pronto nei momenti importanti. Essendo ancora giovane, so di avere margini di miglioramento e cerco di lavorare ogni giorno per crescere e diventare un portiere sempre più completo».
– C’è un compagno o un allenatore che hai incontrato nella tua carriera a cui sei particolarmente legato?
«In questi anni ho avuto la fortuna di incontrare persone che mi hanno aiutato a crescere, sia come calciatore che come persona. Sono legato a chi mi ha dato fiducia e mi ha aiutato nei momenti difficili. Se dovessi sceglierne uno, direi Argentati. In questi tre anni a Gela siamo cresciuti insieme e abbiamo condiviso tante esperienze che ci hanno fatto maturare e diventare più forti».
– Chi è il tuo portiere di riferimento? Chi era invece il tuo calciatore preferito da bambino?
«Il mio riferimento è Ederson, perché rappresenta bene il portiere moderno. Non bisogna soltanto parare, ma essere completi e saper dare il proprio contributo alla squadra in ogni situazione. Il mio preferito da bambino è sempre stato Mariano Andújar, perché veniamo dallo stesso quartiere. Da piccolo vedevo i suoi murales e, per me, è sempre stato bello avere come riferimento una persona che veniva dallo stesso posto in cui sono cresciuto».
– Sotto l’aspetto umano quali sono i tuoi pregi e quali i difetti?
«Penso di essere una persona umile, leale e sensibile. Cerco sempre di trattare le persone con rispetto e di rimanere con i piedi per terra. Come difetto, a volte sono troppo autocritico e faccio fatica ad accontentarmi di quello che faccio, perché pretendo molto da me stesso».
– Oltre al calcio coltivi altri interessi?
«Mi piace passare del tempo con i miei compagni. Alla fine il calcio non è solo allenarsi e giocare, ma anche creare rapporti e vivere esperienze insieme».
– Come pensi che si svilupperà il campionato e dove pensi che il Gela possa arrivare?
«Appena troveremo la quadra faremo un campionato diverso da quello che stiamo facendo adesso e inizieremo a divertirci. È una cosa che ci meritiamo, perché stiamo facendo tanti sacrifici per raggiungere il nostro obiettivo. Siamo fiduciosi e continueremo a lavorare con la convinzione di riuscire ad arrivare il prima possibile al nostro obiettivo e di toglierci delle belle soddisfazioni».
– Un messaggio per i tifosi.
«Ai tifosi voglio dire di continuare a starci vicino e sostenerci, perché il loro supporto per noi è molto importante. Faremo di tutto per ripagare l’affetto che ci dimostrano. Vogliamo raggiungere il nostro obiettivo e regalare a Gela le soddisfazioni che merita».

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