Oltre la doppia carica per completare le grandi opere Fava lascia il Consiglio e si rilancia sulla Giunta
La scelta era nell’aria già da diverso tempo, ma la formalizzazione arrivata nelle ultime ore segna un passaggio politico e amministrativo di rilievo per gli equilibri di Palazzo di Città. Il vicesindaco Giuseppe Fava ha sciolto le riserva: rimane componente saldo della giunta guidata dal sindaco Terenziano Di Stefano e contestualmente rassegna le dimissioni dal Consiglio comunale. Si chiude così, dopo circa due anni dall’insediamento, la fase del doppio ruolo che lo aveva visto contemporaneamente sedere tra i banchi dell’assise civica e occupare una delle poltrone più delicate dell’esecutivo locale.
La decisione non è arrivata dall’oggi al domani.
È il frutto di una serie di intensi confronti e verifiche politiche condotte su due fronti parallelamente: da un lato i vertici del Partito Democratico, forza politica d’appartenenza di Fava, e dall’altro il primo cittadino Terenziano Di Stefano. Un percorso di mediazione e riflessione culminato nella volontà di concentrare tutte le energie sull’attività amministrativa diretta, in una fase strategica e complessa per la gestione dell’ente.
Le motivazioni: “Avanti sui progetti strategici”
A spiegare la ratio di questa mossa è lo stesso vicesindaco, che rivendica una scelta di continuità e responsabilità verso la comunità gelese. «È una scelta che ho maturato sulla base della volontà e della passione che mi spingono a portare avanti la programmazione per la città – dichiara Giuseppe Fava –. Lasciare la giunta avrebbe significato rinunciare a tanti versanti programmatici che sto seguendo in prima persona e che intendo sviluppare e ultimare nei prossimi mesi. Il dialogo costante e proficuo con il sindaco, con i colleghi assessori e con l’intero Consiglio comunale proseguirà senza alcuna interruzione».
Il peso specifico delle deleghe in mano a Fava è di quelli rilevanti. Oltre all’incarico istituzionale di vicesindaco, l’esponente dem gestisce due settori caldi e quotidianamente sotto la lente d’ingrandimento dell’opinione pubblica: i rifiuti e il decoro urbano. Campi in cui l’azione amministrativa deve fare i conti con un margine di manovra storicamente ridotto, complici i pesanti vincoli finanziari derivanti dallo stato di dissesto economico dell’Ente. Nonostante le ristrettezze di bilancio, Fava ha promosso a più riprese piani d’intervento straordinari e di manutenzione, cercando di ottimizzare ogni singola risorsa disponibile per garantire interventi puntuali sul territorio.
I dossier aperti: infrastrutture, mare e mobilità
Ma è sulle grandi partite infrastrutturali che il vicesindaco ha deciso di spendere la massima operatività, mantenendo un canale di interlocuzione diretto e costante con gli uffici e gli assessorati della Regione Siciliana. Tra le questioni chiave spicca il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (Pudm), strumento fondamentale per il rilancio turistico ed economico del litorale gelese, atteso da anni dagli operatori economici e dalla cittadinanza.
A questo si aggiungono la delicata gestione dei servizi a rete e la tutela ambientale: Fava sta seguendo da vicino lo sblocco dei lavori per il raddoppio del depuratore consortile, infrastruttura essenziale per la sostenibilità del territorio, e il parallelo ampliamento della rete fognaria nella frazione di Manfria, estesa alle aree limitrofe.
Non meno importante è l’impegno profuso sul fronte della mobilità e dei collegamenti sovra-comunali. Di recente l’aula di Piazza San Francesco ha approvato una sua mozione tesa a far ripartire l’iter per la realizzazione dei lotti locali dell’autostrada Gela-Siracusa. Un’iniziativa che si inserisce in una visione strategica più ampia, confermata dalla recente firma della convenzione tra i Comuni di Gela e Comiso per il potenziamento e lo sviluppo dello scalo aeroportuale “Pio La Torre”, perno fondamentale per la continuità territoriale dell’intero comprensorio.
Gli equilibri politici e il riassetto in aula
Sul piano strettamente politico, la scelta di Fava conferma un tratto distintivo del suo percorso all’interno del Partito Democratico. Già due anni fa, in occasione delle consultazioni amministrative, scelse senza esitazioni di sostenere la corsa a sindaco di Terenziano Di Stefano, anticipando di fatto la posizione ufficiale del partito che in quella fase stava ancora vagliando le mosse e le alleanze da mettere in campo. Una decisione autonoma che ha poi consolidato il rapporto di fiducia tra il primo cittadino e l’esponente democrato.
L’uscita di Giuseppe Fava dal civico consesso innesca ora il naturale meccanismo di surroga previsto dalle norme sugli enti locali. A prendere il suo posto tra le fila dell’opposizione o della maggioranza dem sarà la prima dei non eletti nella lista del Partito Democratico, Nadia Passaro. Con l’ingresso di Passaro si ricompone la pianta organica del Consiglio comunale, mentre l’esecutivo Di Stefano prosegue il proprio mandato mantenendo Fava a pieno regime sulle deleghe chiave della programmazione cittadina.
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