Cuvato: “Restituire peso politico alla Provincia, nei 5 Stelle mi davano per scontato”
Dopo dieci anni di commissariamento, la Provincia di Caltanissetta, con Walter Tesauro presidente, è tornata ad avere una guida politica, ma per Antonio Cuvato, unico consigliere provinciale gelese del Partito Democratico, il ritorno alla normalità istituzionale mette in luce ritardi, squilibri territoriali e i limiti di una riforma che ha svuotato le Province del ruolo e del potere decisionale. Infrastrutture trascurate, scuole in difficoltà e una rappresentanza sempre più ridotta per l’area sud del territorio sono oggi le principali emergenze.
Rappresentanza territoriale ridotta ai minimi storici
«Il dato è numerico ed è evidente: la rappresentanza del territorio sud è saltata», spiega Cuvato. Un tempo Gela e Niscemi potevano contare su sei consiglieri gelesi e due o tre niscemesi, oggi ridotti a una presenza simbolica. «Per anni è mancata completamente la politica, sostituita dal commissariamento. Questo ha prodotto emergenze mai affrontate seriamente. Il mio lavoro non riguarda solo Gela, ma tutta l’area sud della provincia, che oggi paga il prezzo più alto in termini di servizi e infrastrutture».
Le elezioni di secondo livello e il deficit democratico
Sul sistema che ha riportato in funzione l’ente provinciale, Cuvato non nasconde le criticità: «Spero si torni alle elezioni dirette dei cittadini. È l’unico strumento davvero democratico. Oggi ci troviamo con un Consiglio provinciale bloccato da equilibri fragili, dove maggioranza e minoranza si equivalgono numericamente. In queste condizioni governare è complicato e il rischio di accordi trasversali esiste, ma non è certo la strada per dare stabilità».
Alleanze variabili e politica a geometria mutevole
Le recenti tornate elettorali hanno mostrato scenari politici spesso contraddittori. «In Provincia gli schieramenti si sono rimescolati — osserva —. La Lega, che a livello nazionale è centrodestra, qui si trova all’opposizione. L’MPA ha sostenuto Terenziano Di Stefano alle comunali ma ha fatto scelte diverse alle provinciali. È il segno di una politica ancora in cerca di assetti chiari, dove spesso prevale l’interesse del momento».
La riforma Delrio e una Provincia svuotata
Per Cuvato uno dei nodi principali resta la legge che ha trasformato le Province in enti di secondo livello. «All’epoca si parlava di spending review e di taglio ai costi della politica. Si pensava che ridurre il perimetro politico avrebbe portato efficienza. Oggi è evidente che è stato un errore. Senza un indirizzo politico forte, questi enti sono rimasti paralizzati. Servono competenze chiare, risorse e una vera investitura democratica per tornare a programmare».
Edilizia scolastica: cantieri lenti e spazi da ripensare
Tra le competenze cruciali della Provincia c’è l’edilizia scolastica. Il caso dell’istituto Sturzo di Gela, chiuso da tempo per lavori, è emblematico: «Ci sono stati problemi tecnici tra il 2024 e il 2025 che hanno rallentato il cantiere, non imputabili all’impresa. Ora però i lavori sono ripartiti e si va verso il completamento». Sul futuro degli spazi scolastici, Cuvato sottolinea la necessità di una visione più organica, che superi il sistema delle succursali sparse sul territorio.
Viabilità provinciale, l’emergenza cronica
Ancora più critica la situazione delle strade, soprattutto nell’area sud. «Sulla SP8 per Butera è finalmente partito un cantiere atteso da oltre quindici anni. Si sta intervenendo su tratti dove per anni si è viaggiato con semafori provvisori. Ma resta tantissimo da fare, a partire dal cavalcavia e dai giunti pericolosi. Serviranno nuovi finanziamenti e una programmazione strutturale».
Dal Movimento 5 Stelle al Partito Democratico
In chiusura, Cuvato ripercorre il suo passaggio dall’Movimento 5 Stelle al Partito Democratico. «Nel Pd ho trovato fiducia reale, anche da parte di persone che inizialmente non mi conoscevano. Nei Cinque Stelle, invece, avevo la sensazione di essere dato per scontato: qualcuno pensava che ci sarei stato sempre, a prescindere, probabilmente per l’impegno totale che avevo messo nella fase iniziale del movimento, quella del grande entusiasmo».
Secondo il consigliere provinciale, nei partiti il rapporto con la base, con i giovani e con chi ha voglia di impegnarsi deve tradursi in percorsi concreti di crescita e valorizzazione. «Non si può restare fermi ad aspettare che qualcosa cambi all’infinito — sottolinea —. Servono tappe chiare e opportunità reali».
«Nel Pd, invece, ho trovato convergenza, supporto e riconoscimento fin dalla campagna elettorale. È questo clima che mi ha permesso di arrivare in Consiglio provinciale».
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