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Vasilis Vogiatzis, il Cretese primo greco in biancazzurro

di Antonio Favitta 3 Ottobre 2026
Vogiatzis


Arrivato nella sessione estiva di calciomercato per rinforzare la mediana biancazzurra, il greco Vasilis Vogiatzis si è distinto per continuità di rendimento in queste prime uscite del Gela Calcio, nonostante i risultati non positivi della squadra in questo inizio stagione.


Nasce a Heraklion, il 10 gennaio 1996. Nell’arco della sua carriera vanta importanti esperienze tra seconda e terza serie del campionato greco, dove ha vestito le maglie, tra le altre, di Ergotelis, OF Ierapetra e Kallithea. Prima di approdare al Gela, in Italia ha collezionato 31 presenze in C con le maglie di Ancona e Giugliano. Conta anche 13 presenze in Serie D con la maglia dell’Angri. In totale, nella sua carriera vanta oltre 140 partite, con 5 reti e 3 assist. I numeri, però, non definiscono il valore di questo calciatore, che fa della fisicità e dell’interdizione i suoi punti di forza. Finora si è rivelato prezioso per la mediana gelese.

È sposato e ha una figlia, Irina, di 13 mesi. Nel tempo libero gli piace guardare il basket, in particolare l’Eurolega. Sotto il profilo musicale, il suo artista preferito è George Mazonakis.
– Come è nata la possibilità di venire al Gela e come ti trovi in città?
«Una sera il mio procuratore mi ha detto che c’era questa possibilità. Abbiamo analizzato la proposta e abbiamo deciso di accettare. La città è molto bella, anche se non l’ho ancora vista tutta. Per me la cosa più importante è che tutto sia vicino. Non sopporto le grandi distanze. L’unica cosa negativa, secondo me, sono il caldo e l’umidità che ci sono in estate. È difficile anche uscire di casa».
– Hai avuto un impatto importante in squadra. In quale ruolo della mediana ti senti più a tuo agio?
«Ho avuto un buon inizio e sono contento di questo. Tuttavia, avrei preferito avere un rendimento meno positivo, ma vedere la squadra conquistare più punti per avere un ambiente più felice. Il mio ruolo è quello di centrocampista davanti alla difesa. Posso giocare anche come difensore centrale e come terzino destro».
– Qual è stato il momento più importante della tua carriera fino a oggi e quale, invece, il più difficile?
«I momenti più importanti sono stati tre. Il primo è stato il trasferimento dalla Grecia all’Italia, in Serie C. Il secondo è stato quando abbiamo eliminato il Benevento dalla Coppa Italia, proprio nel loro stadio. Feci un assist e poi segnai un rigore nella serie dei penalty. Il terzo è stato il mio trasferimento ad Ancona, una società importante che ha giocato anche in Serie A. Momenti difficili ne ho passati tanti e ho sofferto abbastanza, quindi preferisco non entrare nei dettagli».
– C’è un compagno di squadra con il quale hai legato particolarmente e con cui condividi più momenti anche fuori dal campo?
«Ho un buon rapporto con tutti. Non c’è un compagno in particolare con cui passo molto tempo fuori dal campo. Ho anche i miei impegni con la famiglia e, inoltre, non parlo ancora bene italiano, quindi per me è un po’ difficile fare vita sociale fuori dal campo».
– Cosa ti piace fare nel tempo libero?
«Mi piace molto guardare il basket, soprattutto l’Eurolega. Tifo Panathinaikos. Per me è una delle squadre più importanti d’Europa nel basket. Poi ho una grande passione per le macchine, soprattutto per le Mercedes».
– Chi è stato il tuo calciatore di riferimento quando hai iniziato a giocare a calcio?
«Ammiravo lo spagnolo Busquets».
– Gela è una piazza con un tifo molto caldo: qual è stata la prima impressione che hai avuto entrando in contatto con l’ambiente biancazzurro?
«Questo è uno dei criteri più importanti quando scelgo una squadra. Per me il pubblico è come “una medicina”, mi permette di tirare fuori tutta la mia energia in campo».
– Che margini di crescita vedi in questa squadra?
«La squadra è davvero buona e ha giocatori importanti, ma siamo tutti nuovi. Servono tempo e pazienza, penso che anche i nostri tifosi debbano capirlo bene. Possiamo fare molto meglio».
– Sotto il profilo umano, quali pensi che siano le tue qualità migliori e quali invece i difetti?
«Preferisco che siano le persone intorno a me a giudicarmi. La cosa importante è avere la maturità e i valori per fare autocritica e cercare di migliorare».

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