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Politica

Politicamente scorretto/ Difficile vivere, difficile morire

di Giulio Cordaro 25 Agosto 2020

Agosto 2020: a Gela cumuli di rifiuti (di nuovo, scene già viste) e discariche abusive dappertutto.

E come se non bastasse, i soliti guasti alle condotte idriche, che lasciano vie e quartieri a secco. (Ne parla Guzzardi a pagina 3). Le due cose, chissà, sono collegate. I cumuli di immondizia sprigionano forti odori (altro che profumi di zagara…) che imperversano nell’aria calda agostana; la mancanza di acqua impedisce di lavare e di lavarsi, così che gran parte dei cittadini si possa fare permeare dal vigoroso lezzo organico dei cumuli di rifiuti, e ne diventi un tutt’uno, in un’apoteosi di profumata presenza civica. 

Potremmo chiedere per Gela il riconoscimento di “capitale del profumo”…

La nuova gara per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Gela è andata deserta per ben cinque volte, e su questo sta indagando anche la Direzione Investigativa Antimafia. Non sono un tecnico del settore, ma se in tutti gli altri comuni della SRR le gare sono state espletate, tranne che a Gela, viene il sospetto che il capitolato d’appalto non risulti molto conveniente per le aziende che dovrebbero assumere il servizio.

Vogliamo rivedere il capitolato? Vogliamo renderlo appetibile economicamente? O forse conviene continuare a dare proroghe alla Tekra, mantenendo situazioni di instabilità e scarsi servizi?

Del resto a Gela anche le cose più semplici diventano complicate. E’ difficile, senza dubbio, vivere a Gela. Ed è ancora più difficile morire.

Il riferimento è all’ennesima requisizione di loculi delle confraternite al cimitero di Farello. Forse l’ultima, visto che gran parte di queste confraternite ha comunicato di avere esaurito i loculi a disposizione.

Bene, il numero dei decessi a Gela è noto: il Comune sa quanti loculi servono in media ogni anno. Sarebbe troppo difficile programmare nei tempi giusti l’ampliamento di Farello e la costruzione di nuovi loculi proiettata per almeno venti anni? Forse “programmazione” è una parola strana, sconosciuta alle amministrazioni comunali della nostra città, (e non mi riferisco solo a quella attuale, ma anche alle precedenti degli ultimi dieci anni).

Il ricordo va ad alcuni anni fa, quando i defunti gelesi “emigravano” per essere seppelliti nei cimiteri di Butera e Licata. Tempi passati, speriamo, ma il rischio è molto vicino. 

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