Adesso è crisi, inutile girarci intorno oppure cercare qualcosa per far passare questo periodo soltanto per un momento negativo.
È crisi perché tre sconfitte consecutive pesano, soprattutto considerando che – in particolare le ultime due – sono arrivate con una prestazione deludente, tralasciando che quella di domenica si sia verificata contro l’Acireale, squadra contro cui non è mai una partita come le altre e soprattutto si trattava di un avversario in fase di ricostruzione dopo l’avvicendamento in panchina tra Marco Coppa e Peppe Pagana.
Serviva la svolta, che non è arrivata, anzi c’è stata l’ulteriore conferma che in realtà c’è qualcosa che non va, perché dal fischio finale della bella e convincente vittoria contro la Vigor Lamezia – non una squadra qualunque – alla disfatta di Acireale sembra passata una vita, un campionato e quasi una squadra totalmente diversa e non per i nomi, quelli sono gli stessi ed anche su questo aspetto c’è da fare una riflessione, ma per intensità e gioco.
Andiamo per gradi. Cacciola non cambia, continuando a tenere fede al suo 4-3-3, più che mai ad oggi prevedibile. E per l’ennesima volta, così come accaduto contro la Nuova Igea Virtus, nel secondo tempo inserisce Mbakogu, in coppia con Sarao, e la musica cambia con la squadra che diventa più pericolosa.
Non è mistero che questa possa essere una nuova chiave tattica, ma perché non partire subito con le due punte e magari, nella seconda frazione di gioco, adattare qualcuno al ruolo di seconda punta? Vero che manca in rosa il terzo attaccante, ma è altrettanto lampante che gli esterni non stanno dando le garanzie necessarie, così come è evidente che il centravanti – Sarao o Mbakogu che sia – nel 4-3-3 è isolato.
Aspetto atletico: così come il bisogno di cambiare modulo appare più che mai necessario, la tenuta atletica della squadra fa suonare un piccolo campanello d’allarme considerando che siamo alla seconda settimana di ottobre e che siano passate soltanto 7 giornate di campionato, periodo in cui la squadra dovrebbe essere quasi al massimo della propria condizione.
Aspetto mentale: Gela è da sempre conosciuta come una piazza esigente e questo – forse – è uno degli aspetti più belli per cui valga la pena giocare qui. Passare dall’euforia di trovarsi in vetta alla classifica del girone I a tre passi falsi consecutivi, inevitabilmente può rappresentare un piccolo contraccolpo psicologico per tutto l’ambiente. Una cosa è certa, così come ribadito nello scorso numero: il Gela non era la squadra da battere due settimane fa, ma non è di certo una squadra di bassa classifica, anzi.
Il calendario viene in soccorso dei biancazzurri con un doppio impegno interno: domenica alle 15:00 al Vincenzo Presti arriva l’Athletic Club Palermo, ottava forza del torneo con 10 punti, per quella che può rappresentare anche una sorta di rivincita dello scorso anno, con i rosanero vincitori del girone A di Eccellenza a discapito dei gelesi; sette giorni dopo, sempre al Presti, a fare visita a Sarao e compagni sarà l’Enna, che allo stato attuale non naviga in buone acque.
TABELLINO
Acireale-Gela 2-1
Marcatori: Sarao 3’, Rechichi 21’, Rechichi 43’pt
Acireale: Negri, Di Stefano (18’ st Chatzinikolaou), Gagliardi (39’ st Manfrellotti), Cozza, Semenzin (29’ st Iuliano) Damvceski (33’ pt Jansen), Demoleon, Baglione (52’ st Amore), Rechichi, Rapisarda, Samb. A disp.: Di Silvestro, Di Mauro, Martins, Russotto. All.: Pagana.
Gela: Minuss, Giuliano (32’ Cosmano), Petta, Benassi, Aperi (1’ st Mbakogu), Ferrigno (32’ st Tuccio), Panzera, Giacomarro (39’ st Vincenzi), Sartore (1’ st Bollino), Maltese, Sarao. A disp.: Colace, Argentati, Cosmano, Sbuttoni, Tuccio, Cangemi. All.: Cacciola.
Arbitro: Manzini di Verona.
Note: Ammoniti Gagliardi, Aperi, Di Stefano







