Mercoledì scorso, 3 dicembre, il Consiglio comunale di Gela ha approvato l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, atto necessario per iniziare il percorso di risanamento dei conti dopo la fase di dissesto finanziario dichiarato circa due anni fa.
Qui saltiamo, volentieri, ogni commento sulle reazioni e gli interventi che sono arrivate da tutte le parti politiche. Vogliamo, invece, sottolineare alcuni aspetti normativi e aggiungere qualche considerazione sul percorso di attuazione del risanamento che, dopo l’approvazione consiliare, segue l’approvazione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato da parte del ministero dell’Interno.
Il Testo Unico sugli Enti locali (TUEL), ossia la legge che regola la struttura e l’attività anche dei Comuni, dedica un ampio capitolo agli Enti Locali deficitari e dissestati, in quest’ambito vengono trattati il bilancio stabilmente riequilibrato, nonché le prescrizioni e i limiti conseguenti al risanamento. In particolare giova ricordare quanto stabilito dall’articolo 265 del TUEL, che inizia ricordando la durata del risanamento dell’Ente che è “di cinque anni decorrenti da quello per il quale viene redatta l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato…”
Aggiungendo, più sotto, che “l’organo di revisione riferisce trimestralmente al consiglio dell’ente e all’organo regionale di controllo, sullo stato di attuazione del risanamento”. Ben si comprende, quindi, che lo scorso 3 dicembre è iniziata una fase molto delicata, lunga nel tempo e sotto la lente d’ingrandimento di un organo esterno di controllo.
Fondamentale è il ruolo del consiglio comunale, a cui i revisori dei conti riferiscono periodicamente, nell’ambito delle sue prerogative di organo di indirizzo e controllo. Si evince, perciò, che è quanto mai necessario che si crei una permanente interlocuzione tra consiglio e organo di revisione, a quest’ultimo è assegnata, infatti, la vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione dell’ente.
Del resto, per meglio comprendere la portata dell’impegno che il Comune di Gela con i suoi organi politici e amministrativi dovranno sostenere nei prossimi anni, basta leggere l’atto di orientamento dell’osservatorio nazionale sulla finanza e la contabilità degli enti locali, a proposito dell’osservanza delle previsioni del bilancio stabilmente riequilibrato, così come approvato dal decreto del ministero dell’Interno dopo l’approvazione consiliare.
Dal predetto orientamento emerge l’esigenza da parte dell’Ente locale di dotarsi di un’apposita disciplina regolamentare di ulteriore dettaglio, per meglio riferire al Consiglio comunale e al ministero dell’Interno semestralmente, “sui seguenti profili: a) acquisizione delle entrate; b) effettuazione delle spese; c) andamento dell’attività contrattuale; d) risultanze dell’amministrazione dei beni; e) completezza della documentazione contabile e gestionale delle operazioni contabili e gestionali; f) adempimenti fiscali; g) tenuta della contabilità nel rispetto delle norme di armonizzazione dei bilanci pubblici”. Tutto ciò per dare concreta attuazione all’azione di risanamento pianificata e deliberata.
Quanto fin qui detto fa emergere una chiara responsabilità politica da parte del consiglio comunale, espressione democratica e fiduciaria della volontà dei cittadini, che deve costantemente vigilare sulla pratica amministrativa del sindaco e della sua giunta. L’organo esecutivo, sindaco in testa e soprattutto, devono attuare nel miglior modo la pratica della buona amministrazione, impartendo in tal senso chiare e rigorose direttive ai dirigenti dell’ente, nell’ambito della loro funzione gestionale. Infine, ma non certo per ultimo, appare fondamentale realizzare (approntare una volta per tutte) un attendo sistema dei controlli interni – previsti e disciplinati in diversi articoli del TUEL – in particolare sui principi e sul controllo della gestione. Insieme alla riorganizzazione funzionale dell’ente (certamente, attualmente, in grave crisi di risorse umane) permetterebbe un definitivo cambiamento di rotta, necessario affinché i gelesi possano essere fieri dei loro







