Il pazzo imperatore romano Caligola, che voleva fare del suo cavallo una divinità, o Nerone che bruciò Roma, sembrano essere degli scolaretti a confronto del folle Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Quello che pensa, quello che dice, e ancor più quello che fa il tycoon non è solo tipico di un uomo che non gode di buona igiene mentale, ma purtroppo per il ruolo che ricopre, è di una gravità unica per le future sorti del mondo. D’altronde, la pericolosità di Trump sebbene diversa, non è meno allarmante dell’altro bullo del pianeta che corrisponde al nome di Vladimir Putin. Insomma, la storia si ripete, e se negli Anni ’30/40 avevamo il duo sanguinario Hitler- Stalin, adesso abbiamo questi 2 criminali, ciascuno dei quali, a suo modo e secondo le proprie ambizioni espansionistiche e/o affaristiche, sembrano decisi a dominare il pianeta, a cambiarne le dinamiche e gli equilibri.
La schizofrenia di Trump, fatta di esternazioni, provocazioni e colpi di testa (si direbbe colpi di sole) si sintetizza nella sua mania di grandezza, che esibisce con oscena e ossessiva cupidigia. Lui, come un bambino capriccioso, vuole prendersi tutto. Per cui ciò che gli passa per il cervello legittima le sue azioni sconsiderate, le sue deliranti affermazioni, le sue irricevibili pretese, le sue disgustose volgarità. E’ così che per lui il mondo è divenuto un “balocco” da montare e smontare a suo piacimento. Adesso, la sua ultima invenzione è il “Board of peace” dove ha messo dentro (richiedendo 1 milione di dollari per ogni partecipante) un’accozzaglia di nazioni che dovrebbero stabilire un nuovo equilibrio geo-politico nel mondo.
Ne vedremo delle belle. Intanto però sconcerta la dichiarazione della premier Giorgia Meloni che, pur impedita dalla Costituzione, in questo “guazzabuglio” vorrebbe entrare. D’ altronde conosciamo la posizione della nostra primo ministro nei riguardi di Trump, forse pragmatica, forse prudente, ma certo anche ambigua. Bisogna però riconoscere che le ultime prese di posizione della Meloni testimoniano forse un cambio di rotta nei rapporti con l’Amministrazione americana. D’altronde la premier, che non è certo stupida o ingenua, dovrebbe pure comprendere che questo cono d’ombra in cui si è cristallizzata potrebbe pure seriamente dannegiarla alle prossime elezioni politiche.
Tornando invece a Trump, sconcerta l’azione distruttiva che sta portando avanti nei confronti del suo stesso Paese. La sua lotta all’immigrazione, così pervicace e violenta, svela tutta la sua malata visione delle cose. Ed egli per perseguire i suoi programmi è disposto ad usare i mezzi più estremi, come le forze speciale dell ICI, che è un corpo di polizia antiemigrazione ormai tristemente famoso per i suoi metodi brutali che tanto ricordano la Gestapo e le SS. Questo corpo di assassini con il volto coperto si è già macchiato a Minneapolis di gravi crimini e mietuto vittime innocenti (vedi Renee Nicole Macklin Good e Alex Pretti). Ma sono convinto che questo è solo l’inizio di una tragedia che finirà per rivolgersi contro di lui.
Gli americani sono sempre più spaventati dalle intemperie del loro presidente e già alle votazioni di metà mandato credo ci saranno nelle urne delle cattive sorprese per Donald. Il mio timore però, visti pure i precedenti (vedi l’assalto al Capitol Hill nel 2022), è che il tycoon sia sta già pensando a come bypassare eventuali rovesci elettorali, e magari si inventerà qualcosa per rimanere presidente a vita. D’altronde, egli sarebbe disposto anche ad uccidere e massacrare la sua gente e provocare una guerra civile pur di rimanere al potere. Tanto che non è azzardato dire che, nella sostanza il suo agire, non è tanto lontano dai metodi Khamenei, la guida religiosa dell’Iran, che al potere da quasi 40 anni reprime con estrema violenza il suo popolo.
L’ultima rivolta parla di un numero imprecisato di vittime che potrebbe andare dai 3.000 ai 16.000 morti. Ma alcuni fonti parlano anche di 30.000 vittime, cioè quasi lo stesso numero di morti che ci sono stati nei 4 anni di guerra a Gaza, ma che in Iran sono stati ammazzati come cani in meno di 2 settimane. Una strage di uomini, donne, giovani, giovanissimi. Eroici martiri della libertà che hanno combattuto a mani nude contro i pasdaran, e abbandonati al loro destino da un Europa politicamente miseranda, debole e vigliacca, e ancor più proprio da Trump che aveva promesso ai giovani studenti e alle ragazze iraniane “Resistete, stiamo arrivando”, ma che poi, in tutt’altre faccende affacendato (vedi Venezuela, Groenlandia, dazi, Board of Peace) non ha ritenuto di intervenire, perchè a lui, in fondo, degli esseri umani, della gente, dei popoli, non gliene frega proprio nulla. Basta guardare l’altra strage infinita della guerra in Ucraina, che Trump addirittura ha sempre visto come un fastidio, e che avrebbe voluto risolvere consegnando quel paese in regalo all’amico Vladmir, non tanto per imbonirlo, ma solo per fare buoni affari anche con lui, con il feroce despota russo (non chiamiamolo zar, sarebbe offensivo nei riguardi della dinastia dei Romanoff che pure non furono dei santarellini) purtroppo seguito con “affetto e comprensione” anche da nostri molti politici e compatrioti.
Trump e Putin, due facce della stessa medaglia, scrissi in un precedente articolo. Ma Donald proprio per la sua imprevedibilità è l’uomo che più non ci fa dormire sonni tranquilli. Una macchietta, un istrione, un folletto, spesso comico negli atteggiamenti e buffo nelle sue cialtronate, ma da prendere tragicamente sul serio.







