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L’ospite d’onore, da Leonardo Sciascia a Fabrizio Corona. Il brand di una città senza identità

di Redazione 14 Settembre 2026

L’ospite d’onore è stato Fabrizio Corona. Sì, proprio lui, il protagonista di una caccia all’estortore per un decennio, il ragazzone palestrato munito di macchina fotografica e di un ego grande e solido, e un curriculum che avrebbe ingelosito Arsenio Lupin, intenso e tribolatissimo. 

Ospite di chi? Della governance del Club Nautico, composta da fan del fotoreporter con la più lunga permanenza nelle patrie galere. Fabrizio non è un cantante, un ballerino, un attore. E’ un influencer, mestiere che li contiene tutti. 

C’è un’Italia che lo ama? Di sicuro c’è una Gela, che lo ha voluto ed ha sborsato quattrini per averlo con sé. Quale Gela? La Gela senza identità, quella della nuova borghesia lontana 

dai banchi di scuola, ma abile e lesta come una faina. O l’altra rassegnata, sconfitta, ma stranamente contenta di sé, pesce in barile insomma, 

Non poteva che finire al Club Nautico Corona, figlio del secolo, nella location meglio attrezzata a rappresentare l’ex città del petrolio, inquinata in terra cielo e mare, che affaticata raccoglie i cocci,  ma è capace di far soldi a palate senza dovere mostrare la pagella scolastica. 

Sabato notte, 29 settembre, il passaggio a Hormuz. Il nuovo brand doveva passare attraverso Fabrizio Corona? 

Il monito dell’Ecclesiaste addebita al destino, cinico e baro, ogni responsabilità: c’è un tempo per ogni cosa. Il tempo saggio, giusto, naturale e opportuno. Ma chi lo stabilisce quel momento, perché nulla accada che “non” debba accadere? 

La metafora, un azzardo, induce a trasferirci dall’Ecclesiaste al Club Nautico di Gela, icona negli anni sessanta, che volse lo sguardo al mare. La nascita del Club Nautico fu il battesimo del mare, il suo riconoscimento nobiliare.

Il petrolio uccideva la pesca, il porto rifugio apriva al futuro dei navigatori di piccolo corso. Uno dei padrini di quel battesimo fu Leonardo Sciascia, insignito del Timone d’argento da parte del Club Nautico. Si volava alto, come le rondini di primavera nel cielo di Gela. Il porto-rifugio, appena realizzato, s’insabbiò insieme con le barche di piccolo cabotaggio. 

Dopo sessanta anni, la parabola del Club pare che si sia compiuta. Sabato 29 agosto è una data memorabile per la piccola storia del Club. L’ospite d’onore si è sentito ancora una volta nell’Isola dei famosi. Osannato, riverito, pagato, atteso. Molto atteso. A sua insaputa la governance gli aveva preparato un ambiente Anni Venti: frange, boa, fascette, paillette, flapper, charleston e perle. Tutto per lui, Fabrizio Corona. E per una volta questa piccola Gela si è sentita nell’isola dei famosi, come lui, Fabrizio Corona.nza identità

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