La presentazione alla città, da parte dell’amministrazione comunale, dei componenti dei Comitati di Quartiere eletti dopo lo scrutinio di lunedì scorso, si è aperta con una polemica tutt’altro che secondaria. A macchiare il debutto ufficiale una PEC inviata al segretario generale del Comune dalla lista Quartieri Attivi, che contesta la mancata assegnazione di due seggi.

Un esordio tutt’altro che lineare per quella che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe rappresentare una nuova stagione di partecipazione. La presentazione dei componenti di quartiere ha infatti messo il sigillo a un’operazione che, sulla carta, mira ad avvicinare i cittadini alle istituzioni. Un passaggio definito “storico” per Gela: è la prima volta che i comitati di quartiere vengono eletti attraverso una consultazione ufficiale, dopo anni di esperienze spontanee e informali.

Resta però una questione di fondo. I comitati di quartiere nascono come strumenti di partecipazione dal basso, ma il rischio concreto è che finiscano per trasformarsi, fin dall’esordio, in una nuova forma di occupazione del territorio da parte dei partiti politici, che di fatto hanno inserito nelle liste nominativi a loro vicini, dando vita a una vera e propria spartizione dei quartieri. Un rischio che non può essere liquidato come pregiudizio nei confronti della “politica” e che sarà il tempo, come sempre, a chiarire.

Probabilmente un anno sarà sufficiente per capire se i comitati diventeranno davvero la voce dei cittadini o soltanto un comodo alibi: utile a certificare che qualcuno “rappresenta” qualcuno, mentre tutto resta esattamente com’è.

Alla presentazione erano presenti il sindaco Terenziano Di Stefano, gli assessori Peppe Di Cristina e Valeria Caci e i consiglieri comunali Lucia Lupo e Antonio Cuvato. Ma la domanda, al di là delle foto di rito, resta una: cosa succederà da domani?

«Oggi era doveroso – ha detto il sindaco Di Stefano – far conoscere alla città i presidenti, i vicepresidenti e i componenti delle nove aree urbane. Adesso stiamo definendo lo statuto, che sarà uguale per tutti e che andrà a legittimare ufficialmente la nascita delle aree urbane».

Nel corso del suo intervento, il primo cittadino ha anche suggerito una possibile organizzazione interna, ipotizzando momenti di confronto tra i comitati. «Già in passato i presidenti di quartiere si riunivano per confrontarsi sulle varie tematiche. Anche adesso, se lo vorranno, potranno farlo. Come amministrazione metteremo a disposizione dei locali per eventuali incontri».

Nei prossimi due anni gli eletti saranno messi alla prova sul campo. I comitati potranno accedere a finanziamenti pubblici presentando progetti finalizzati al miglioramento dei quartieri. «Cercheremo di lavorare in sinergia – ha spiegato Di Stefano –. La costituzione dell’area urbana, soprattutto con lo statuto, permetterà ai comitati di partecipare in maniera autonoma a bandi regionali, nazionali ed europei o di promuovere iniziative e manifestazioni».