Il ministro alla protezione civile, Nello Musumeci, durante un’informativa alla Camera dei deputati sui danni dovuti al maltempo in Sicilia, Sardegna e Calabria ha pronunciato parole di fuoco, in una sorta di autodifesa, contro l’opposizione che chiede le sue dimissioni e verso quanti lo avrebbero calunniato in occasione delle emergenze di questi giorni. «Prima di fare pagelle su credibilità altrui – ha detto il ministro alla protezione civile ognuno di noi dovrebbe avere l’umiltà di pesare la propria credibilità». Quindi ha denunciato l’esistenza di troppi sciacalli nella vicenda della frana di Niscemi, additando i sindaci quali principali corresponsabili del disastro. «In questi giorni ci sono stati troppi sciacalli anche in giacca e cravatta» ha precisato. E forse la stilettata è stata rivolta anche a qualcuno dei suoi alleati di maggioranza.
Attorno a Musumeci, secondo lo stesso ministro, si sarebbe scatenata una campagna mediatica che si è sviluppata per presunte inefficienze del governo in tema di Protezione civile, «andando però ben oltre la normale dialettica politica» e caratterizzandosi per «giudizi sommari e frettolose ricostruzioni che hanno cercato in malafede un capro espiatorio, soprattutto sulla frana di Niscemi, invece di contribuire a una seria comprensione dei fatti”.
Il ministro sa bene che la Procura di Gela sta indagando anche sul suo operato e lui non sfugge alle sue responsabilità. Si dice pronto ad assumersele tutte. Ma prima ci tiene a fare inserire negli atti parlamentari il resoconto di quello che lui dice di avere fatto negli anni del suo mandato di governatore.
«Sotto la mia presidenza – puntualizza – la Regione siciliana ha impegnato il 90,7% dei 540 milioni che aveva a disposizione. Nella contabilità speciale la Regione siciliana, dal 2017 al 2022, risulta la prima regione in Italia per spesa contro le frane e contro il dissesto idrogeologico, non consento a nessuno di poter falsificare i documenti».
Ma in aula si ha la sensazione netta che Musumeci in questo difficile momento sia in totale solitudine. Fisicamente lo è di certo perchè nei banchi del governo c’è solo lui. Per sapere se lo è anche politicamente lo capiremo nei prossimi giorni.







