Non so chi sia Andrea Pucci. Mi dicono sia un comico cabarettista, e che stia vivendo giornate di insperata notorietà perchè chiamato a co-presentare il Festival di Sanremo, ha poi rinunciato inopinatamente a tanta importante vetrina. Motivo? Pucci è di destra e usa la sua satira politica contro la parte avversa. In poche parole per la sinistra è un fascista e come tale non deve salire sul palcoscenico più celebrato d’Italia. Il comico quindi, assediato da feroci critiche e larvate minacce, alla fine ha preferito abbandonare la partita e starsene a casa, nonostante la premier Meloni e il presidente del Senato La Russa l’abbiano invitato a ripensarci.

Ora, questo spiacevole episodio dà la conferma di come in Italia la politica abbia toccato il fondo, se ci si accapiglia pure per un cabarettista. E in tal senso credo non ci abbiano fatto una bella figura né chi ha difeso a spada tratta Pucci con il coinvolgimento delle più alte cariche dello Stato, né chi ha voluto impedirgli di stare sul palco dell’ Ariston. Ritengo tuttavia doveroso sottolineare come a fronte di un comico di destra, negli anni passati a Sanremo si siano esibiti attori e comici dichiaratamente di sinistra che su quel palcoscenico (ex – tempio della canzone Italiana) ne hanno detto di cotte e di crude sugli avversari politici. Benigni, Crozza, Litizzetto, solo per fare alcuni nomi, hanno sempre detto tutto ciò che volevano, anche con i governi di destra in carica, e nessuno si è sognato mai di censurarli. Eppure di insulti e “bagasciate”, fatti passare sotto forma di satira, questi signori e signorine ne hanno vomitato senza mai preoccuparsi di urtare la sensibilità di chi non la pensava come loro. Cosa vuol dire questo? Che nel nostro Paese, ridicolo citare la Costituzione solo quando conviene, e inutile strapparsi le vesti, non esiste una vera libertà d’espressione e non è lecito pensarla diversamente da chi crede sempre di avere ragione. In Italia o si è inquadrati in un certo modo, oppure diventi un pericoloso fascista…o uno sporco comunista. Insomma c’è fra le parti un continuo reciproco screditarsi che non è di un Paese civile. 

C’è una cultura del “killeraggio” verso chi ha una concezione diversa della società, del vivere, della religione, anche del sesso, che spesso si trasforma in odio ideologico e sfocia in atti di violenza non solo verbale, ma spesso anche fisica. Ce ne accorgiamo pure nelle manifestazioni pubbliche dove oggi chi scende in strada per rivendicare i propri diritti rischia di tornare a casa con la testa rotta (manifestante o poliziotto che sia) per colpa di facinorosi criminali, impregnati di malate “ideologie” tese a stravolgere e destabilizzare ogni cosa.

 Ora, tutto questo dovrebbe farci riflettere, perchè ognuno di noi (se facciamo un onesto esame di coscienza) è un pò responsabile di questa società malata che oggi viviamo. Una società dove non esiste più tolleranza, comprensione, rispetto, e dove manca tanto (ahimè!) anche l’ironia, da sempre una efficace medicina per disarmare la violenza, che è poi sempre figlia della più becera stupidità umana. E questo mancanza di ironia, direi di leggerezza, mi fa pensare a Giorgio Gaber che sicuramente davanti a questa faccenda di Pucci si sarebbe fatto una gran risata e, imbracciata la chitarra, con il suo proverbiale e pungente sarcasmo avrebbe cantato “Ma cos’è la Destra? cos’è la Sinistra?