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Gela calcio, conosciamoli meglio – Dario Giacomarro, grinta e polmoni a centrocampo

di Antonio Favitta 14 Marzo 2026
Dario Giacomarro, centrocampista del Gela Calcio

In ogni squadra che si rispetti, c’è sempre almeno un centrocampista capace di garantire interdizione, equilibrio e corsa. 

Nel caso del Gela Calcio, l’identikit tracciato corrisponde al nome del numero 26 biancazzurro: Dario Giacomarro. 

Palermitano, nasce nel capoluogo siciliano l’11 maggio 1995. Cresciuto nelle giovanili del Palermo, vanta oltre 150 presenze tra i professionisti e più di 300 partite in carriera, considerando anche i campionati primavera e dilettantistici. In questa stagione si è rivelato un elemento fondamentale nello scacchiere tattico sotto la guida di Cacciola prima e di Misiti poi.

Apprezzato per la generosità in campo, fa della fisicità, della corsa e dell’interdizione i suoi principali punti di forza. Queste caratteristiche, abbinate ad una buona duttilità, lo rendono senza dubbio uno dei centrocampisti più forti della categoria.

Al di là del calcio, gli piace trascorrere il tempo libero con la famiglia. È papà di due bambini, Nicole e Diego, rispettivamente di 5 e 2 anni. È un appassionato lettore di biografie concernenti i campioni dello sport. Alla lettura però predilige la visione di alcune serie tv: Prison Break e Breaking Bad le sue preferite. Un hobby a cui si dedica nei ritagli di tempo è la PlayStation, con cui gioca in compagnia dei suoi amici. 

– Come è nata la trattativa che ti ha portato al Gela e come ti trovi in città?

«Il direttore Aurelio Lo Bianco ha contattato sia me che il mio procuratore. Per me significava tornare in Sicilia dopo undici anni lontano dalla mia terra, tra serie C e serie D, e spinto dal calore di una piazza come Gela ho accettato. Qui sto bene e con tutta la mia famiglia ci siamo ambientati benissimo».

– Sei col Gela sin dall’inizio della stagione. Qual è la partita a cui finora sei più legato e ti ha particolarmente emozionato?

«Sicuramente il derby contro la Nissa. È stato emozionante vedere lo stadio pieno e si respirava una bella atmosfera, coronata dalla vittoria».

– Sei un centrocampista noto per la grande quantità di chilometri percorsi in ogni partita. Come gestisci questo 

grande dispendio di energie?

«È una delle mie caratteristiche, cerco sempre di dare il massimo in ogni allenamento. Faccio molta prevenzione e cerco di seguire una corretta alimentazione e integrazione».

– In quale posizione specifica del centrocampo ti trovi meglio?

«Ho ricoperto tutti i ruoli del centrocampo e non solo, ma la mia posizione preferita è la mezzala».

– In questa stagione ti abbiamo visto ricoprire anche il ruolo di difensore centrale, fornendo prestazioni positive. Qual è la chiave per rendere bene anche in zone del campo non di propria competenza?

«Quest’anno ho ricoperto il ruolo di difensore centrale in due partite: contro il Paternò, a gara in corso, e contro l’Athletic Palermo dall’inizio. Ho cercato in entrambe di giocare più semplice possibile. Non essendo il mio ruolo naturale, sapevo di dover aumentare l’attenzione e la concentrazione per tutta la partita».

– Tra le tue caratteristiche, oltre a essere un formidabile interdittore, hai anche un buon tiro dalla distanza. È un’arma che pensi di dover sfruttare più spesso durante le partite?

«Si, è una cosa che dovrei sfruttare di più. Alcune volte dovrei essere più ‘’egoista’’ e cercare la finalizzazione personale. Me lo dicono in molti».

– C’è un calciatore della tua infanzia che ti ha ispirato e motivato a diventare professionista da adulto?

«Quando ero piccolo mi piaceva moltissimo Steven Gerrard. Guardavo sempre i suoi video, soprattutto i gol. Un altro calciatore che mi piaceva, per il suo carisma, è De Rossi».

– Chi è – se c’è – il punto di rifermento su cui puoi sempre fare affidamento, nel calcio e nella vita?

«Le persone su cui posso sempre contare sono la mia famiglia: mia moglie, che tanti anni fa ha lasciato tutto per seguirmi e non mi ha mai lasciato solo; i miei genitori, sempre presenti; e mio fratello, che anche se ci vediamo poco per motivi di lavoro, so che posso sempre avere al mio fianco».

– Quando hai bisogno di staccare la spina dal pallone, come trascorri le giornate? Hai qualche passione in particolare?

«Mi piace passare il tempo con mia moglie e i miei figli. A fine stagione calcistica, quando sono libero, mi piace viaggiare».

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