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Politica

Referendum Giustizia. Guida al voto: oggi dalle 7,00 alle 23,00 e domani dalle 7,00 alle 15,00 

di Redazione 22 Marzo 2026
Urna referendaria

Domenica 22 marzo (dalle 7:00 alle 23:00) e lunedì 23 marzo (dalle 7:00 alle 15:00), i cittadini italiani sono chiamati alle urne per esprimersi su una delle riforme più discusse della legislatura: la modifica della Costituzione in materia di giustizia. Il cuore della proposta riguarda la separazione delle carriere dei magistrati, ma l’esito del voto avrà riflessi che vanno ben oltre l’ordinamento giudiziario.

Cosa si vota e come

A differenza dei referendum a cui siamo spesso abituati (quelli “abrogativi” per cancellare una legge), questo è un referendum confermativo. Si chiede agli elettori: “Volete che la riforma approvata dal Parlamento entri in vigore?”.

SÌ: si approva la riforma. Giudici (chi giudica) e Pubblici Ministeri (chi accusa) avranno percorsi, concorsi e organi di governo (Csm) distinti. Nascerà inoltre un’Alta Corte per le sanzioni disciplinari.

NO: si boccia la riforma. Il sistema resta quello attuale, con una magistratura unica in cui è ancora possibile passare, seppur con limiti, da un ruolo all’altro.

Attenzione al quorum: in questa tornata non è richiesto il raggiungimento di una soglia minima di votanti. La riforma passerà o cadrà in base alla maggioranza dei voti espressi, indipendentemente da quanti cittadini si recheranno ai seggi.

Il peso politico del voto

Sebbene il tema sia tecnico, il clima è quello delle grandi occasioni politiche. Il Governo e la maggioranza spingono per il “Sì”, descrivendo la riforma come un atto di modernizzazione necessario per garantire un giudice davvero “terzo”. Le opposizioni (Pd, M5S e Avs) sono schierate per il “No”, parlando di un rischio per l’indipendenza dei magistrati e di un attacco alla struttura democratica.

La premier Giorgia Meloni ha tuttavia chiarito un punto cruciale per la stabilità: in caso di vittoria del “No”, il Governo non si dimetterà. L’obiettivo dichiarato è arrivare a fine legislatura per essere giudicati sull’operato complessivo. Nonostante ciò, il voto è considerato da tutti un fondamentale banco di prova (o una prova di forza) in vista delle elezioni politiche del prossimo anno.

L’appello alla partecipazione

Nonostante le diverse visioni, c’è un punto che unisce tutti gli schieramenti: l’invito ad andare a votare. In un’epoca di forte astensionismo, la partecipazione è vista come l’unico strumento per dare legittimità a una scelta che cambierà un pilastro della nostra democrazia: il modo in cui viene amministrata la giustizia.

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