Corriere di Gela online

Notizie e approfondimenti su cronaca, politica ed eventi a Gela e nel Comprensorio

Sport

Alessandro Cangemi, sorridente centrocampista goleador

di Antonio Favitta 12 Aprile 2026
Alessandro Cangemi

Arrivato la scorsa estate per rinforzare il centrocampo del delfino, Alessandro Cangemi si è subito distinto per affidabilità, intelligenza tattica e abilità negli inserimenti offensivi. Non è solo un giocatore dinamico e pericoloso in zona gol, ma anche un punto di riferimento nello spogliatoio grazie al suo carattere solare.

Nato a Palermo il 28 febbraio 1996, il numero 23 biancazzurro ha maturato numerose esperienze in diverse squadre prima di approdare al Gela Calcio. Cresciuto nelle giovanili del Palermo, ha vestito -tra le altre – le maglie di Trapani, Paternò, Acqui e Castrovillari, accumulando oltre 200 presenze nei campionati dilettantistici, con 37 reti all’attivo. Una carriera che ha visto il centrocampista crescere costantemente, sia dal punto di vista tecnico che umano.

In questa stagione, Alessandro Cangemi si è dimostrato un elemento fondamentale nello scacchiere tattico della squadra, confermando la sua importanza sotto le gestioni tecniche di Gaspare Cacciola prima e di Giuseppe Misiti poi. Con quattro reti segnate finora, è il secondo miglior marcatore stagionale della squadra alle spalle di Aperi; è invece primo tra i centrocampisti biancazzurri per numero di gol realizzati fino a questo momento della stagione.

Oltre al calcio, si definisce un ragazzo allegro e positivo. Fidanzato con Alice, è prossimo alla laurea in Scienze Motorie, dimostrando grande attenzione alla propria formazione accademica. Tra i suoi interessi extra calcio figura il tennis, che segue con attenzione. Sotto il punto di vista cinematografico, la sua serie TV preferita è Prison Break. Anche i gusti musicali sono ben definiti: Gigi D’Alessio e Coez sono gli artisti del cuore che lo accompagnano nella quotidianità.

­­­– Ci racconti come è nata l’idea di approdare al Gela e come vivi il rapporto con i tifosi?

«L’idea di approdare al Gela è nata grazie al direttore Lo Bianco. Conoscendo la piazza e il calore dei tifosi, non ho esitato un attimo a firmare».

– Sei un abile interdittore e hai buoni numeri realizzativi. C’è una caratteristica in particolare che vuoi migliorare per crescere ulteriormente?

«Sì, ho buoni numeri in fase offensiva. Sono un centrocampista di inserimento, prediligo il ruolo di mezzala, anche se posso adattarmi a giocare in un centrocampo a due o sulla trequarti. Probabilmente, ciò su cui devo lavorare per crescere ulteriormente è la fase difensiva».

– Memorabile il tuo gol in rovesciata contro il Milazzo. Qual è la partita che finora ti ha suscitato maggiori emozioni?

«Quel gol è stato emozionante. Segnare in rovesciata è tanto complicato quanto esteticamente bello. È stato qualcosa di incredibile, per cui la partita che mi ha suscitato maggiori emozioni è proprio quella contro il Milazzo».

– Hai un centrocampista di riferimento attualmente? Chi era il tuo idolo d’infanzia?

«I miei idoli da bambino erano Cristiano Ronaldo e Del Piero, essendo tifoso della Juventus. Quando ero ragazzino, un centrocampista che mi piaceva era Claudio Marchisio».

– Dal punto di vista umano, quale pensi sia la tua migliore qualità e quale il difetto su cui dovresti lavorare?

«Dal punto di vista umano mi reputo simpatico, solare e allegro. Questa mia spiccata allegria e propensione allo scherzo probabilmente mi fanno perdere un po’ di credibilità (ride). Mi piace ridere e scherzare, vivo la vita in modo allegro. Del resto, penso che se togli il sorriso, togli il bello della vita».

– Come gestisci l’equilibrio tra campo e vita privata? Cosa fai per staccare dal calcio?

«Mi reputo un professionista: vado regolarmente in palestra e seguo un’alimentazione corretta. Passo tanto tempo con la mia ragazza, andando in palestra insieme, guardando film e facendo passeggiate. Mi viene naturale gestire l’equilibrio tra campo e vita privata».

– C’è stato un episodio in particolare, nell’arco della tua carriera, che ti ha fatto crescere sotto il punto di vista umano e calcistico?

«Gli infortuni mi hanno fatto crescere tanto. Per ben quattro volte mi sono infortunato al legamento collaterale, con lesioni di terzo grado. Ogni volta è stato un trauma, perché stare lontano dal campo per tre o quattro mesi non è semplice. Mi sono fatto forza e questi episodi mi hanno aiutato a crescere: qualsiasi problema ha una soluzione e cerco di non buttarmi giù».

– Cosa ti piacerebbe fare al termine della tua carriera di calciatore?

«A fine carriera mi piacerebbe allenare. È difficile, perché ci sono tanti aspiranti tecnici per poche panchine disponibili. Se non dovessi restare nel mondo del calcio, valuterò il da farsi».

Commenti

Non ci sono ancora commenti. Puoi lasciare il primo contributo.

Lascia un commento

Avviso sui commenti

Puoi commentare senza creare un account. Nome ed email non sono obbligatori; l'email non viene mostrata pubblicamente.

La testata "Corriere di Gela Online" esclude ogni responsabilità per i commenti pubblicati dai singoli utenti. Ogni commento riflette esclusivamente il pensiero e la responsabilità personale di chi lo invia.