Di Paola (M5S): «Caso Timpazzo simbolo del fallimento Schifani»
«Timpazzo è la punta dell’iceberg di un sistema fallimentare targato Schifani che si stava sgretolando da tempo, sotto il peso di scelte politiche sbagliate, di una programmazione incoerente e di una gestione emergenziale che è diventata la normalità».
Lo ha dichiarato il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle e vice presidente dell’Ars Nuccio Di Paola nel corso dell’incontro con la stampa in merito all’emergenza dei rifiuti in Sicilia e all’inchiesta giudiziaria della Dda di Caltanissetta sulla discarica di contrada Timpazzo nel Gelese, con l’arresto (ai domiciliari) del manager della società di gestione “SRR Impianti”, Giovanna Picone, e di quattro suoi stretti collaboratori. Presenti alla conferenza stampa il sindaco di Gela Terenziano di Stefano, intervenuto in collegamento ed il già presidente della Commissione Ambiente all’Ars ed esperto in materie ambientali Giampiero Trizzino.
«Il M5S – ha ricordato, Di Paola – aveva già depositato un’interrogazione e denunciato pubblicamente il raddoppio dei conferimenti a Timpazzo prima ancora che la magistratura aprisse l’inchiesta. Il sequestro della Dda di Caltanissetta conferma ciò che l’opposizione sostiene da tempo, un vero e proprio sistema Schifani in tema di gestione dei rifiuti».
«Il governo Schifani ha puntato tutto su due grandi termovalorizzatori — ha spiegato Di Paola — agitandoli come soluzione finale e non ha previsto nulla per la fase intermedia. Nel frattempo, le discariche disponibili erano già sature, quelle nuove non erano state pianificate, la raccolta differenziata era ferma ben al di sotto degli obiettivi europei e i pochi impianti esistenti venivano caricati oltre ogni limite mediante ordinanze in deroga.
«La nostra soluzione – puntualizza il vice presidente dell’Ars – è quella che sosteniamo da tempo, ovvero, creare una rete di impianti di prossimità, pubblici o con controllo pubblico effettivo, diffusi sul territorio regionale e dimensionati sugli Ambiti territoriali ottimali. Concretamente, questo significa dare assoluta priorità agli impianti di digestione anaerobica per la frazione organica, che rappresenta la componente più significativa della raccolta differenziata e per la quale la Sicilia è oggi praticamente priva di sufficiente capacità di trattamento. Significa investire nelle piattaforme di selezione avanzata per carta, plastica, vetro e metalli. Abbiamo le competenze e la volontà politica di rivoluzionare in questi termini il sistema regionale dei rifiuti non appena saremo al governo dell’Isola, scalzando il centrodestra e la loro gestione fallimentare».
Il sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, dal canto suo ha detto che «i cittadini di Gela si sentono abbandonati dal governo regionale. Mi tocca constatare l’assenza ingiustificata del governo Schifani e della sua maggioranza anche davanti a un caso così eclatante, come quello di Timpazzo, scoperchiato dalla magistratura».
E poi ha lanciato un suo monito: «Dico no alla svendita del territorio e difenderò sempre i cittadini di Gela». Infine, con delusione ha rivelato che «da mesi chiediamo che il presidente della Regione venga a Gela a visitare l’impianto per constatare con i propri occhi l’impatto devastante sul territorio ma ancora oggi purtroppo da Palermo arriva solo un colpevole silenzio».
Giampiero Trizzino ha avvertito che «la rete impiantistica siciliana per i rifiuti indifferenziati si trova sull’orlo di un collasso strutturale, con le discariche destinate ad esaurirsi definitivamente nel giro di pochi anni» e ha sollevato il timore che potrebbe aprirsi un pericoloso vuoto «tra l’esaurimento definitivo delle discariche disponibili e l’effettiva accensione dei termovalorizzatori».
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