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Politica

ospedale di Gela al collasso, da 10 giorni il sit-in delle istituzioni. Sud Chiama Nord: “Servono atti concreti”

di Redazione 10 Agosto 2026
Ingresso Ospedale Vittorio Emanuele Gela
Ingresso Ospedale Vittorio Emanuele di Gela

Due soli medici in servizio al Pronto Soccorso a fronte dei 14 previsti dalla pianta organica, meno di 150 posti letto attivi sugli oltre 240 stabiliti dalla programmazione regionale, reparti chiave a mezzo servizio o mai avviati (dall’Emodinamica alla Stroke Unit) e una migrazione sanitaria verso altre province che sfiora cifre record. È il quadro critico in cui versa l’ospedale “Vittorio Emanuele” di Gela, presidio fondamentale per un bacino d’utenza di circa 130 mila abitanti.

Un’emergenza che da dieci giorni si è trasformata in una protesta di piazza stanziale: davanti ai cancelli dell’ospedale è stato infatti allestito un sit-in permanente promosso dall’Amministrazione comunale. Presenti in prima linea il sindaco Terenziano Di Stefano, l’assessore alla Salute Filippo Franzone, la giunta e i rappresentanti del Consiglio comunale. Ad oggi, la mobilitazione ha già superato la soglia delle 4.000 firme di cittadini esasperati.

I numeri della crisi: organici al lumicino e reparto per reparto

I dati relativi al presidio gelese evidenziano una situazione di forte sofferenza:

  • Pronto Soccorso: 2 medici operativi su 14 previsti; Ginecologia e Ostetricia: 4 medici in organico su 9; Oncologia e Nefrologia: forte rallentamento nelle attività di ricovero; Ortopedia: carenze strutturali che rendono complessa la gestione dei politraumi; Posti letto: meno di 150 quelli attualmente fruibili rispetto ai 242 decretati nel 2019.

A fare da cornice c’è il dato sulla migrazione passiva: l’Asp di Caltanissetta registra infatti la percentuale più alta in Sicilia di pazienti costretti a curarsi fuori provincia o fuori regione, con un costo per la collettività stimato in decine di milioni di euro.

Sulla vicenda si registra il duro intervento dei vertici di Sud Chiama Nord, movimento politico rappresentato in giunta dall’assessore Franzone.

«Quello di Gela non è più un caso isolato o un momento di semplice criticità, ma un progressivo depotenziamento», dichiara Danilo Lo Giudice, coordinatore regionale del partito. «Non possono esistere cittadini di serie A e cittadini di serie B quando in gioco c’è la salute pubblica. Servono risposte immediate: da anni si parla di unità operative mai attivate, mentre la comunità chiede soltanto ciò che le spetta di diritto».

Sulla necessità di un cambio di passo burocratico e legislativo interviene anche il leader Cateno De Luca:

«Se le norme attuali non permettono di reclutare i medici e di coprire le piante organiche nei territori periferici, allora sono quelle norme che devono essere cambiate. La Regione Siciliana si faccia promotrice di riforme concrete, anche nei confronti del Governo nazionale: la tutela della salute viene prima della burocrazia. Le rassicurazioni verbali non bastano più, servono risorse, tempi certi e provvedimenti immediati».

Dopo due anni di interlocuzioni formali con la Regione e con i vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale, la comunità gelese attende ora risposte definitive. La richiesta indirizzata a Palermo è chiara: sbloccare i concorsi, offrire incentivi per la copertura dei posti vacanti e restituire piena operatività a tutti i reparti previsti dal piano sanitario. La protesta alle porte dell’ospedale prosegue a oltranza.

Commenti

  1. Gela ha quello che si merita. Un grazie a tutta la classe politica gelese. È grazie a loro che viviamo questa sofferenza infinita

  2. ma vi siete mai chiesto quando lospedale di gela ha funzionato bene certo arrivare al 2026 per vedere che gela va in rovina è preoccupante
    un gelese che non abita a gela

  3. quando c’erano dei medici che operavano bene nel territorio i cittadini di Gela vandavano di una buona sanita’ ce qualcosa nella struttura che non funziona bisogna indagare all interno la domanda e perche quando arrivano dei medici se ne scappano ce qualcosa che non va vi faccio un esempio dovevo essere operato di cataratta dopo un anno mi chiamano e mi sento dire che ero in lista io gia ero stato operato a Catania c’e una malasanita all interno e chiaro che non funziona tutti scappano si sente dire chie entra in questo hospedale vivo esce da morto questo e molto preoccupante non voglio commentare piu un cittadino di Gela ………………………………………. lascio decidere chi ha vissuto sulla propria pelle

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