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Alessandro Nardo, l’indigeno giovane di cotanto talento

di Antonio Favitta 10 Ottobre 2026
Alessandro Nardo (foto Davide Gerbino)


Arrivato durante la sessione estiva di calciomercato, Alessandro Nardo è un giovane calciatore gelese di belle speranze, che ha coronato il sogno di vestire i colori biancazzurri del Gela Calcio.


Nardo nasce a Gela il 19 febbraio 2007. Muove i primi passi nelle giovanili del Potenza, per poi trasferirsi nella stagione 2024/25 all’Acireale. Fa il suo esordio con la maglia acese il 1° settembre 2024, nel primo turno di Coppa Italia Serie D contro il Città di Sant’Agata. Gioca tutti e 90 i minuti. Durante quell’annata mette a referto 14 presenze, giocando anche 74 minuti nella finale playout, ancora contro il Città di Sant’Agata. Con l’Acireale, dopo aver salvato la categoria ed essersi garantiti la permanenza in Serie D, nella stagione 2025/26 totalizza 13 presenze. A fine anno, la squadra acese retrocede dopo aver perso i playout.


In estate arriva finalmente la chiamata del Gela. Nardo accetta ed è subito centrale negli scacchieri tattici disegnati prima da Comandatore e poi da Romano. In questo inizio di stagione, ha totalizzato 7 presenze tra Coppa Italia e Serie D. Nella difficile trasferta contro il Siracusa, trova per la prima volta la gioia del gol.


Al di là dell’impegno sul rettangolo verde, coltiva altri interessi oltre al calcio. Tra i suoi hobby predilige giocare alla PlayStation. Il suo libro preferito è Smile – La mia vita tra calcio, musica e moda, del calciatore Rafael Leao.


Sotto il profilo musicale, da piccolo suonava la chitarra e il violino. La sua canzone preferita è Un altro show del duo Shiva e Geolier. I due cantanti sono gli artisti che predilige ascoltare. Per quanto riguarda l’aspetto cinematografico, il suo film preferito è Marfil – Gli opposti, del regista Oscar Pedraza.


– Cosa significa per un ragazzo gelese come te indossare il biancazzurro?
«Per me, ma penso anche per qualsiasi gelese, ha un significato profondo. Scendere in campo, lottare ma soprattutto difendere questi colori è un’emozione unica».
– Contro il Siracusa è arrivato un emozionante e meritato primo gol con il logo del delfino sul petto. A quando il primo gol davanti ai tifosi del ‘Presti’?
«Quel gol è stato emozionante, anche perché è stato il mio primo tra i grandi. Per quanto riguarda il primo gol davanti i tifosi del ‘Presti’, sto lavorando e continuando a sudare la maglia ogni giorno per far sì che arrivi il prima possibile».
– Hai cominciato la stagione giocando terzino destro. In alcune partite hai giocato anche mezzala. Quanti ruoli puoi ricoprire e dove pensi di esprimerti al meglio?
«Faccio il terzino ormai da tre anni ma ho iniziato facendo l’esterno d’attacco. Posso ricoprire vari ruoli, anche la mezzala. Come ho già detto in passato, pur di dare una mano alla squadra mi metto a disposizione per qualsiasi ruolo in campo».
– Chi è il tuo calciatore di riferimento?
«Da un po’ di anni, anche se non c’entra molto con il mio ruolo, guardo sempre Rafael Leao. Mi rivedo molto in lui, sempre con il sorriso stampato in faccia; soprattutto quando gioca si vede che si diverte, proprio come faccio io ogni volta che calpesto quel rettangolo di gioco».
– Oltre al calcio, hai altri hobby o passioni? Come ti piace trascorrere il tempo libero?
«Sì, gioco con piacere alla PlayStation. Il tempo libero mi piace passarlo sempre in compagnia, a ridere e a scherzare con la mia famiglia e con i miei amici».
– Sotto il profilo umano, quali pensi siano i tuoi pregi e quali i difetti?
«Un pregio è essere solare, un difetto secondo me è essere troppo altruista».
– Come ti sei inserito nel gruppo squadra? Hai legato con qualcuno in particolare?
«Penso di essermi inserito alla grande, anche perché ho dei compagni di squadra favolosi. In particolare ho legato molto con Di Stefano, che già conoscevo».
– Che effetto fa avere un fratello come compagno di squadra?
«Penso che, per chi ha un fratello, condividere la propria passione con una persona che ti ha visto crescere sia il sogno di tutti, soprattutto perché puoi vivere insieme sia i momenti belli sia quelli brutti».
– Pensi che per un gelese sia più facile o più complicato giocare per la maglia della propria città?
«Per come la sto vivendo, penso che sia più facile rispetto a quei ragazzi che stanno lontano dalle famiglie. Ripeto, lottare per difendere i colori della propria città ti dà quella forza e grinta in più per far sì che vada tutto nel migliore dei modi».

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