Torre di Manfria, la politica balbetta sulla prelazione

Torre di Manfria, la politica balbetta sulla prelazione

E’ ufficiale: la Torre di Manfria, già in mano a privati, è stata venduta ad altri privati, per la precisione ad una società emiliana specializzata nell'acquisto, permuta, ampliamento, ripristino, miglioria e restauro di immobili urbani, opifici industriali, borghi e rustici secolari, terreni ad uso agricolo, civile ed industriale, ai fini di una successiva vendita o locazione turistica ed alberghiera in generale (dall’agriturismo ai servizi connessi come congressi, ristorazione e quant’altro). 

Si tratta di una giovane società, la Abasaiu srl, con sede nella città capoluogo dell’Emilia Romagna, legata ad un imprenditore bolognese, Paolo Trento, noto per essere stato il cofondatore del progetto imprenditoriale che da una piccola azienda ha alimentato una rete di franchising del marchio “Mandarina Duck” (borse e valigie); allargando poi i suoi interessi all’abbigliamento sportivo e, nel terzo millennio, all’energia alternativa ed al settore turistico-alberghiero, attraverso la Matsa Group srl, da poco cessata, secondo quanto risulta dall’ufficio camerale.

Solo per fare un esempio, con la moglie ha preso vecchie dimore in pietre, di un borgo medievale attorno il castello di Petrella Guidi, a tre quarti d’ora da Rimini, trasformandole in un hotel di lusso, il “Petrella Guidi Historical Hideaway”, con quattro suite per complessivi otto posti, servizi annessi a cinque stelle ed una piccola chiesa, immersi nella pace di un luogo non contaminato, con le migliorie che non hanno intaccato l’aspetto originario naturale e paesaggistico, il tutto proposto nella formula del “borgo diffuso”, da affittare in blocco (famiglie, piccoli gruppi di parenti, comitive di amici, ecc.). 

La Torre di Manfria è stata venduta al prezzo di 220 mila euro. Il comune di Gela ha 60 giorni di tempo per esercitare il diritto di prelazione sborsando la stessa somma, ma deve decidere e comunicarlo entro 20 giorni dalla notifica della Regione siciliana, avvenuta per il tramite della Soprintendenza provinciale ai beni culturali, il 4 maggio.

Giunta la comunicazione a palazzo di città, il sindaco Lucio Greco ha interessato il consiglio comunale, anche perché per esercitare il diritto di prelazione il comune deve deliberare attraverso il civico consesso, approfittando della seduta dedicata alle mozioni ed al cui ordine del giorno, al primo punto, c’era la mozione relativa all’istituzione dell’Osservatorio permanente di Manfria, avanzata dalla commissione consiliare permanente al mare. 

Il primo cittadino, anticipando la lettura della mozione, ha chiesto ed ottenuto la parola aprendo un dibattito in via informale. Posto che l’ipotesi della raccolta fondi su conto corrente bancario, si è arenata a pochi euro, il sindaco ha spiegato che «la segretaria Ferro ha confermato che è possibile, pur in una situazione di crisi finanziaria in cui versa l’ente comunale, procedere con la prelazione attingendo dalle compensazioni eni del protocollo 2014 o dalle royalties.

Il tutto - ha precisato ulteriormente - accompagnato da una relazione della soprintendenza di attestazione dell’interesse storico-paesaggistico del bene in questione, nonché da una attività successiva all’acquisto, intesa alla valorizzazione dello stesso». 

E’ chiaro che, ai fini di un restauro e valorizzazione del bene, per renderlo fruibile, occorre più della cifra d’acquisto o programmare un regime certo di prelievo di risorse finanziarie a tale scopo, secondo quello che hanno subito chiesto il consigliere Gaetano Casciana (Fdi) e lo stesso presidente del consiglio comunale, Totò Sammito (Uag), nell’ambito di una «visione comune che supera gli steccati» auspicata dal consigliere Carlo Romano (Fi).

Per il consigliere Rosario Faraci (Ubi), però, «è un film già visto», anche per altri beni e strutture come il lido “La Conchiglia” o il pontile sbarcatoio: «Nessuno fa niente – avverte – finché non minacciano il sequestro, la demolizione, o come in questo caso, la vendita a privati. Immediata la levata di scudi che si conclude nel nulla. Il privato non se lo porta il bene che rimane dov’è e finalmente qualcuno lo curerà». A ricordare che se ne parla oggi, ha sottolineato il consigliere Giuseppe Morselli (Uag), è perché «solo innanzi ad un atto di vendita, si può attivare l’interesse comunale con la prelazione». 

A seguire i consiglieri Totò Scerra (Fdi), Rosario Trainito (Fi) e Virginia Farruggia (M5s) hanno invitato il sindaco a «svelare meglio le carte» per capire «qual è la linea dell’amministrazione» anche perché «i tempi sono stretti», mentre per i consiglieri Gaetano Orlando (Pd), Vincenzo Cascino (Dc) e Luigi Di Dio (misto), la “Torre” è un «patrimonio che va consegnato alla città col suo panorama mozzafiato» e si potrebbe approfittare di una parte dei fondi delle compensazioni per lo “sbarco”, utilizzandoli ai fini dell’acquisto del bene. Il sindaco ha infine risposto all’invito, ribadendo che la linea è quella di attivarsi, ma spetta al consiglio comunale decidere.