Inseparabili nella vita, hanno voluto esserlo anche nell’ultimo viaggio.

Così Alice ed Ellen Kessler, ad 89 anni, si sono date la morte il 17 novembre 2025 nella loro casa di Grünwald, vicino Monaco di Baviera. Nelle loro volontà avevano espresso il desiderio di essere cremate e poste in un’unica urna accanto alle ceneri della madre. Una scelta coerente con una vita che le aveva viste sempre protagoniste, sempre prime della classe, e che di conseguenza, nella loro logica, non avrebbe potuto chiudersi con il crudele declino che la vecchiaia offre spesso ad ogni essere umano. 

Certo, alla notizia della loro dipartita, un commento acuto e condivisibile sulle gemelle Kessler è stato rilasciato da Angelo Branduardi: “In sincronia anche nell’affrontare la Morte. In tanti anni di Televisione in Bianco e Nero, quella bella, ci avevano fatto credere che la perfezione potesse essere di questo mondo”. 

Nate a Nerchau in Sassonia il 20 agosto del 1936, Alice ed Ellen studiarono danza a Lipsia sin dalla più tenera età.  Nel ’45, finita la Seconda Guerra Mondiale, si ritrovarono a vivere nella Germania Est dalla quale fuggirono per recarsi nella Germania dell’Ovest dove debuttarono come ballerine al Palladium di Dussendorlf. 

Si spostarono poi a Parigi dove dal 1955 al 1960 lavorarono nel corpo di ballo delle Bluebell Girls.  Trasferitesi in Italia nel 1961, esordirono alla Rai nella trasmissione televisiva Giardino d’Inverno per la regia di Antonello Falqui e le coreografie di Don Lurio. In quel programma le Kessler lanciarono i brani Pollo e champagne e Concertino,  canzone quest’ultima portata al successo dal Quartetto Cetra.

E con quel programma le gemelle furono capaci di sedurre da subito il pubblico maschile di quella prima televisione in bianco e nero che simboleggiava il boom della nuova Italia. Il gradimento per le Kessler si sarebbe poi consolidato con Studio Uno dove spopolarono con il motivetto Da-da-un-pa, sicuramente la sigla musicale più famosa di tutta la storia della televisione italiana.  E poi ancora cantando nel 1965 La notte è piccola, destinata a diventare una delle loro canzoni più celebri. 

Versatili e professionali nel disciplinare il loro indiscusso talento, con il quotidiano esercizio che nella danza li portò quasi al virtuosismo, le Kessler svilupparono la loro carriera in ogni ambito dello spettacolo, dalla televisione al teatro leggero, senza peraltro rinunciare al cinema dove fecero delle partecipazioni speciali, la più ricordata sicuramente ne I complessi del 1965, accanto ad Alberto Sordi nell’episodio Guglielmo, il dentone. Ancora, apparvero nel 1963 come danzatrici nel film Sodoma e Gomorra.

E quello stesso anno Life dedicò loro la copertina. Ai loro inizi in TV le Kessler ebbero pure qualche problema con la censura. Alte 1.78, con uno stacco di gambe di 105 centimetri, la preoccupazione dei dirigenti Rai dell ‘epoca fu quella di non turbare troppo il sonno degli italiani, così da pensare di coprire quelle gambe, così perfette e seducenti, imponendo loro l’uso di pesanti calze scure di nylon. Ma Alice ed Ellen Kessler furono anche le prime a mostrare in televisione l’ombelico (la Carrà lo fece dopo quando inventò il tuka-tuka), e non ebbero difficoltà a posare nude per Playboy alla soglia dei quarant’anni, con la celebre rivista di Hugh Hefner che in quella circostanza battè ogni record di copie vendute.

Quando all’età di 80 anni Alice ed Ellen decisero di lasciare le scene, erano ancora popolarissime. Ciò grazie anche ad una singolare capacità di amministrare con rigore, direi tutto teutonico, la loro carriera e i loro interessi. E con la stessa lucidità, al di là delle considerazioni di carattere etico che ciascuno di noi potrà fare, hanno pianificato la loro morte.  Ma c’è pure da chiedersi se davvero la loro sia stata una morte “libera e indolore”, o non  piuttosto la fuga da una malattia o da una gabbia di solitudine che le soffocava e aveva reso loro insopportabile quel residuo di esistenza che ancora le attendeva.