Maganuco a Renzi: «La prossima assemblea nazionale di Italia Viva facciamola a Gela»

Maganuco a Renzi: «La prossima assemblea nazionale di Italia Viva facciamola a Gela»

Lo scorso fine settimana si è tenuta, al centro congressi “MiCo” (Milano Congressi) della Fiera di Milano, l'assemblea nazionale di Italia Viva (Iv), partito del già presidente del consiglio, sindaco di Firenze e segretario del Pd, Matteo Renzi.

Colui che balzò alla ribalta della politica nazionale come il grande rottamatore dem, ha proposto la federazione tra Iv e Azione di Carlo Calenda, in linea di continuità con l'alleanza elettorale ed unica lista con cui i due partiti moderati i sono presentati alle ultime politiche. 

Tra i collegi uninominali, in quello di Gela il candidato fu l'avvocato gelese Emanuele Maganuco (nella foto durante il suo intervento) che nel partecipare e prendere la parola durante i lavori, ne ha ricordato l'esito: «senza per questo sconfinare nell'autoreferenzialismo - ha esordito - quello della lista al collegio di Gela è stato un pregevole risultato. Un dato, in termini di voti, che è stato il più alto nelle città con oltre 50 mila abitanti. Non è stato facile – ha proseguito – e passare nella trincea dei cinque stelle, che a Gela esprimono due senatori ed un deputato regionali, come quello che non contrasta la povertà, non è stato un bel messaggio. Mi dispiace dirlo, ma dobbiamo rivedere qualcosa sul piano della comunicazione politica, perché non è vero che Italia viva non contrasta la povertà». 

Tra gli applausi della platea, Maganuco ha continuato nell'intervento, riportando il dibattito su alcuni temi cari al sud: «dobbiamo tornare a parlare di Patto per il Sud di cui – ha avvertito – siamo stati fautori ed attraverso cui per primi abbiamo combattuto le asimmetrie tra il meridione ed il settentrione d’Italia. Altresì - ha aggiunto - è essenziale formulare le nostre proposte ed i nostri suggerimenti in merito alla manovra di governo, come prorogare le zes, ad esempio, o il credito d'imposta.

Così come occorre rimettere mano all'agenda della campagna elettorale, contro la devastazione dei premi di produttività ed a favore delle infrastrutture materiali ed immateriali, utili a colmare tali asimmetrie».

Quindi, l'affondo sulla federazione con Azione di Calenda, di cui è detto favorevole tanto da aver votato in tal senso, senza esimersi, però, dal fare alcune considerazioni, salutate da applausi fragorosi della sala, specie nel momento in cui ha l'avvocato gelese ha toccato il tasto dolente di Siracusa, dove si ricandida l'uscente sindaco, Francesco Italia, esponente di Azione, «con 4 consiglieri comunali di Italia viva indagati dopo aver fatto vera opposizione allo stesso.

Evitiamo incidenti comunicativi – ha poi esortato – magari allineando le due strutture comunicative ed evitando, come fa Carlo, di twittare 70, 80 volte la settimana e forse anche di più. Insomma siamo un federazione, ognuno mantiene la propria autonomia, ma – ha ammonito – dobbiamo stare attenti». 

Infine, la giustizia: rivolgendosi direttamente a Renzi, Maganuco ha sottolineato di non poter non affrontare, da avvocato, questo tema: «Prendo spunto dalla tua ultima indicazione, per sostenere che occorre disassociare quello che hai subìto personalmente e farlo assurgere a caso nazionale.

Deve diventare il caso di Mario Rossi. Non dimentichiamoci che noi siamo la casa delle garanzie, dei diritti e dei principi di civiltà giuridica, che dobbiamo rivendicare al fine di smantellare il sistema correntizio attraverso cui i pubblici ministeri riescono a governare carriere e giurisdizioni che è quanto più deplorevole ed inqualificabili possa avvenire in uno Stato di diritto». 

L'avvocato Maganuco ha chiuso l'intervento con un invito palese diretto al leader ed all’intera assemblea: «dobbiamo sdoganare questo partito dal cliché del partito a trazione nordista. Propongo di fare la prossima assemblea nazionale si faccia in Sicilia».

Per completezza, la mozione renziana sulla federazione con Calenda e soci è passata favorevolmente in assemblea, in attesa di diventre un solo partito nel 2024. Per il prossimo anno, il 2023, Azione e Italia viva procederanno a due tesseramenti separati. Matteo Renzi ha anticipato che il tesseramento 2023 di Iv sarà all’insegna dell’acronimo “Scelta”, dove S sta per “Salute”, C per “Cultura”, E per “Europa”, T per “Territorio”, L per “Lavoro”, mentre la A finale, possono stare tranquilli verdi, sinistra ecologista, arcobaleni e progressisti vari, non sta per ambiente, ma per “Avvenire”.